Multiservizi, multe pagate a politici: ex amministratore condannato a due anni

Imputato, con l’accusa di peculato, il commercialista Teodoro Contardi. La difesa in Appello: “Nessun illecito”

BRINDISI – Il Tribunale di Brindisi ha condannato a due anni, pena sospesa, l'ex amministratore unico della società Multiservizi, partecipata del Comune di Brindisi, Teodoro Contardi, imputato con l'accusa di peculato: il capo di imputazione, riqualificato la scorsa udienza, è stato contestato in relazione al pagamento - con denaro della srl - di multe per violazioni al Codice della Strada, nei confronti di politici e professionisti. Il pm aveva chiesto la condanna alla pena di un anno e otto mesi di reclusione.

La sentenza e la difesa

La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, 20 dicembre 2019, dal Tribunale presieduto da Gienantonio Chiarelli, di fronte al quale è stato incardinato il dibattimento. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. La difesa del commercialista, affidata all'avvocato Livio Di Noi ha già anticipato il ricorso in Appello per dimostrare l'assoluta estraneità ai fatti del professionista. Contardi anche oggi era in aula.

L’inchiesta

La sentenza di primo grado riconosce la sussistema del teorema accusatorio sostenuto dal  pm Alfredo Manca che ha ereditato il fascicolo da Milto Stefano De Nozza, passato alla Dda. Contardi, stando al capo d'imputazione, “per ragioni del suo servizio aveva la disponibilità di risorse economiche aziendali” e nel “periodo di tempo compreso fra gennaio 2010 e luglio 2013” si sarebbe “appropriato di denaro contare per 7.850 euro”. Questa somma, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata “indirizzata al soddisfacimento di interessi di terzi”. L’elenco allegato al nuovo capo di imputazione è composto da 168 nominativi coincidenti con le persone alle quali – in questa ricostruzione – l’ex amministratore unico della Multiservizi avrebbe pagato le sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

I pagamenti

Contardi avrebbe “autorizzato e ordinato al personale dipendente della società, verbalmente oppure apponendo una firma sul modulo del rimborso spese, di effettuare pagamenti di somme presso i soggetti abilitati alla riscossione delle sanzioni pecuniarie per conto del Comune di Brindisi”.

Secondo il pubblico ministero, le somme sarebbe state “prelevate dalla cassa aziendale da dipendenti preposti all’ufficio amministrazione e consegnate ad altri che poi effettuavano il pagamento a titolo di estinzione” delle multe. In tal modo, il denaro sarebbe stato “destinato a scopi diversi dal pubblico interesse”.

Il Comune di Brindisi parte civile

Il Comune di Brindisi si è costituito parte civile nel processo con l’avvocato Gianvito Lillo, il quale già in sede di udienza preliminare ha quantificato la richiesta di risarcimento del danno, anche di immagine, in centomila euro (in caso di condanna). Il collegio giudicante ha rinviato ad altra sede, quella civile, la quantificazione del danno, non riconoscendo alcuna provvisionale.

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