Cronaca

Progetti obiettivo, il Comune chiede ai dipendenti la restituzione di 20mila euro

Prima il pagamento di 20mila euro a titolo di compenso in più sulla busta paga per aver svolto progetti obiettivo sotto la voce “Amministrazione trasparente-aggiornamento sito istituzionale”, poi la richiesta di “restituzione delle somme perché non dovute al personale titolare di posizione organizzative”. Importi che saranno scalati dalle buste paga di ottobre, novembre e dicembre

BRINDISI – Prima il pagamento di 20mila euro a titolo di compenso in più sulla busta paga per aver svolto progetti obiettivo sotto la voce “Amministrazione trasparente-aggiornamento sito istituzionale”, poi la richiesta di “restituzione delle somme perché non dovute al personale titolare di posizione organizzative”. Importi che saranno scalati dalle buste paga di ottobre, novembre e dicembre.

Succede al Comune di Brindisi, paradossalmente con riferimento alle attività che hanno l’obiettivo di rendere il Palazzo a misura di cittadino, di accorciare le distanze tra uffici e utenti e, di conseguenza, di permettere la conoscenza degli atti adottati restando a casa. Come se quel Palazzo fosse di vetro. Ed è qui che, due giorni fa, il dirigente del settore Risorse Umane, Angelo Roma (anche capo di Gabinetto del sindaco) ha fatto dietrofront rispetto al pagamento autorizzato nelle settimane precedenti in favore di 19 persone, dipendenti dell’Amministrazione cittadina, impegnate a vario titolo in alcune attività extra, sul finire del 2014.

Marcia indietro per qualcuno improvvisa, per altri no. Non per i rappresentanti sindacali della Uil, i primi (e per la verità anche gli unici, sino ad ora) a sollevare dubbi sull’inserimento del “personale di categoria D, già incaricato di posizioni organizzative”, nei progetti imbastiti per il raggiungimento di particolari obiettivi di settore. Lo scorso mese di luglio il segretario aziendale Pino Roma chiese all’Ente di non procedere alla liquidazione sostenendo che quei dipendenti per “contratto non potevano essere destinati a simili attività”. Non avendo ricevuto risposte, decise di segnalare il caso alla Corte dei Conti, illustrando tutti i progetti obiettivo contestati.

La denuncia-segnalazione venne firmata dal segretario generale della Uil, Enzo Santacesaria, con richiesta di intervenire per “accertare l’eventuale danno erariale consistente nello spreco da parte dell’Amministrazione comunale di Brindisi di 253mila euro, per il finanziamento di progetti obiettivo programmati e realizzati al 100 per cento, nel giro degli ultimi due mesi del 2014”. I progetti, anche quelli che hanno visto impegnati altro personale e non solo i titolari di posizione organizzativa, furono contestati perché avrebbero coinvolto in più attività, nello stesso arco temporale, senza l’elemento della novità rispetto al lavoro ordinario. In tal senso, c’è stata anche un’obiezione sollevata a suo tempo dall’ormai ex Collegio dei revisori dei conti (presidente Vittorio Dell’Atti, componenti Rita Saracino e Massimo Mangiameli) secondo cui i progetti devono avere il requisito della novità, nel senso di essere finalizzati allo svolgimento di attività che non rientrano nei compiti ordinari d’ufficio.

La Uil fece riferimento ai seguenti progetti: “Amministrazione trasparente”, per 156.665,43 euro; “Evasione enti ecclesiastici e caserme” per 24.069,23; “Evasione Tasi 2014” per 17.238,02; “Autenticazione delle firme e foto a domicilio per persone impossibilitate a muoversi” per 9.829,36; “Legge Pinto e cause vinte” per 7.884,33; “Controllo di gestione” per 28.943,07; “Organi istituzionali” per 22.111,62.

Nella segnalazione venne evidenziato  che “l’arco temporale stabilito dall’Amministrazione per la realizzazione di tutti i progetti è irrisorio rispetto anche al peso economico degli stessi, soprattutto in relazione al fatto che sarebbero stati realizzati durante l’orario di lavoro”. Inoltre che “il Comune ha finanziato una grossa parte dei progetti con risorse provenienti dal proprio bilancio”, che “molti dipendenti sono stati presenti in più progetti, talvolta anche in cinque” e che “nei progetti più corposi sono presenti componenti della delegazione trattante che risultano” coinvolti “in tutte le trattative relative alla materia in oggetto”. Infine la Uil scrisse che “i dirigenti hanno ignorato che propri subalterni, in coincidenza con lo svolgimento dei compiti di ufficio, partecipavano contemporaneamente a più progetti”.

Impossibile sapere che tipo di valutazioni faranno i magistrati contabili. Certo è, invece, che a Palazzo di città da quella segnalazione la situazione è cambiata vista la richiesta di “ripetizione delle somme” comunicata ai dipendenti, a cui gli stessi hanno risposto chiedendo la rateizzazione delle somme. Per i conteggi, il Comune si è affidato alla società Intelliform: dovrà procedere a “recuperare le somme in eccedenza”. Nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta alla Uil che da giorni ha interrotto le relazioni con la parte dirigenziale e con quella politica, assieme alla Cgil, dopo la costituzione del fondo del personale: le due sigle sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e per la mattinata di domani hanno organizzato un’assemblea nel cortile interno di Palazzo di città (inizio previsto alle 11). Alla base della contestazione, ancora i progetti obiettivo che se da un lato sono stati cancellati, con decurtazione della somma di 400mila euro, in seguito allo sforamento del patto di stabilità, dall’altro sarebbero ancora in vita sotto forma di lavoro straordinario. Almeno secondo i sindacalisti di Uil e Cgil.

Nel prospetto elaborato dai dirigenti, la somma degli straordinari per il 2015 ammonta a 195.245 euro e 81 centesimi ed è ripartita nel seguente modo: Polizia municipale 119mila, Affari generali 13.520,96 euro, Risorse umane 8.013,50, Servizi finanziari 5.099,50,   Lavori pubblici 2.331,20, Servizi demografici 7.500, Pubblica istruzione 1.019,90, Trasporti 1.019,90, Urbanistica 3.642,50, Ecologia 1.019,90,  Servizi sociali 7.066,45, Attività produttive 947 e Assistenza agli organi istituzionali 25.065. Zero risorse per i settori Patrimonio e casa, Tributi, Affari legali, Beni monumentali.

 “Lo scorso anno la somma impegnata per il lavoro extra era di 59mila euro, per cui la domanda che ci poniamo è come si è arrivati a una simile impennata. Di certo non è possibile garantire attività rientranti nei progetti obiettivo con lo straordinario: si tratta di istituti diversi”, ripete Pino Roma della segreteria aziendale Uil. “Abbiamo  proposto di eliminare per il 2015 gli importi delle posizioni organizzative e delle micro-indennità e di destinarli alla produttività collettiva, per una questione di etica e tutela degli interessi di tutti i lavoratori. Ma niente”.

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