Rapina alla posta del Casale, indagato confessa: "Sono stato io"

Ha ammesso l'addebito Fabio Rillo, arrestato dai carabinieri: incastrato da Dna, telecamere e tabulati telefonici. Facoltà di non rispondere per i fratelli Andrea e Francesco: il primo arrestato a bordo della nave da crociera Msc nel porto di Genova

BRINDISI – “Buongiorno signor giudice, intendo rispondere: ammetto l’addebito. Sono io quello della rapina alla posta del rione Casale di Brindisi”. Confessione rapida per Fabio Rillo, 37 anni, il brindisino, arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver preso parte al colpo avvenuto la mattina del 22 marzo 2019, assieme ai fratelli Andrea e Francesco: il primo fermato a bordo della nave da crociera Msc nel porto di Genova.

La confessione

Rillo Fabio classe 1982-2Fabio Rillo (nella foto accanto)  è stato interrogato per rogatoria nel carcere di Taranto, dove era già ristretto per altro, nella mattinata di ieri (11 giugno 2019), alla presenza del suo difensore di fiducia. Il gip Benedetto Ruberto trasmetterà il verbale dell’interrogatorio al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro. Fabio Rillo, stando a quanto accertato dai carabinieri, il giorno in cui è avvenuta la rapina, era in permesso premio: aveva lasciato il penitenziario di Taranto con autorizzazione della direzione.

Facoltà di non rispondere per i fratelli

Diversa, invece, è stata la scelta dei fratelli. Andrea Rillo, 34 anni, detenuto nel carcere di Genova, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip del Tribunale ligure Paola Faggioni. In silenzio anche Francesco Rillo, 27 anni, interrogato nel carcere di Brindisi dallo stesso gip che ha contestato una “granitica piattaforma indiziaria” nei confronti dei tre fratelli. Sono stati incastrati dal Dna

Passamontagna e auto

Sono accusati, in concorso, di “essersi impossessati della somma di 1.435,63 euro” durante la rapina consumata nell’ufficio postale di via Duca degli Abruzzi. Gli autori materiale, stando alle indagini, sarebbero stati Fabio e Francesco Rillo. Avevano il passamontagna, Fabio Rillo, mancino, era armato di pistola. L’arma sarebbe stata puntata al volto di una delle dipendenti addette allo sportello: “Apri il cassetto, mo’ fai la brava”.

Andrea Rillo (nella foto in basso) sarebbe rimasto in auto, al posto di guida della sua Fiat Grande Punto, per “agevolare la fuga”. E’ stato rintracciato dai militari domenica mattina a bordo della nave da crociera Bellissima della Msc. I carabinieri hanno notificato il provvedimento di arresto appena la nave ha attraccato al porto di Genova, dopo essere stata a Marsiglia. L’indagato era partito da Brindisi per imbarcarsi a Napoli, città di inizio della rotta nel mar Mediterraneo. Doveva essere una vacanza con la famiglia per visitare Messina, Malta, Barcellona, Marsiglia e Genova.

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Il Dna: identificati ignoto 1 e 2

I primi ad arrivare, dopo la rapina, furono i carabinieri. In via Tito Minniti, a pochi metri da via De Pinedo, trovarono un “passamontagna con striscia bianca”. L’altro venne “rinvenuto in via Materdomini, direzione di marcia località Sciaia a Mare, prima del sottopassaggio dell’aeroporto militare”. Su entrambi sono stati eseguiti “accertamenti di natura biologica con comparazione degli esiti con i profili genetici dei tre indagati”, i cui nomi sono emersi in prima battuta dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere della posta e di quelle della zona. I fratelli “acconsentivano a rilasciare volontariamente il campione salivare per l’estrazione del Dna”.

“Il profilo di Ignoto 1 appartiene a Rillo, quello denominato ignoto 2 è stato identificato, per confronto, con Francesco Rillo (nella foto in basso)”, si legge nel provvedimento di arresto. “Emerge – ha scritto il gip – sembra ombra di dubbio che gli autori della rapina sono gli odierni indagati”.

Le immagini delle telecamere e i tabulati telefonici

Rillo Francesco classe 1992-2“In ogni caso, tale esito dell’indagine tecnica è ulteriormente suffragata da altri elementi: dai filmati acquisiti, emerge che poco prima l’auto Fiat Grande Punto si fermava in coda all’incrocio tra via Maddalena e via via Duca degli Abruzzi e scendeva un uomo con volto scoperto, identificato in assoluta certezza dai carabinieri in Fabio Rillo. Non solo. Sono stati acquisiti anche i tabulati delle utenze telefoniche: “quella in uso a Francesco Rillo, la mattina del 22 marzo tra le 8,11 e le 10,17, impegnava le celle della strada per Giancola e via Baroncino, luoghi che risultano compatibili con la sua presenza nella filiale della posta, tenuto conto della breve distanza”.

“Dalle indagini è anche emerso, senza ombra di dubbio, che Andrea Rillo abbia portato sul luogo della rapina i due fratelli e li abbia ripresi dopo la commissione del reato”, ha scritto sempre il gip. “Come evidenziato dai filmati acquisiti, i due rapinatori percorrevano in fuga via De Pineto e giunto all’intersezione con via Tito Minniti, giravano in piazza Generale del Vento, dove ad aspettarli c’era la Fiat Grande Punto, auto nella disponibilità di Andrea Rillo”.

Indumenti identici a quelli indossati dai rapinatori sono stati trovati a casa degli indagati nel corso della perquisizione avvenuta lo scorso 9 aprile e nella cella del carcere di Taranto del detenuto Fabio Rillo.

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