Rapine con pistola taser: chiesto il processo per due ragazzi di Brindisi

Imputati Giuseppe Ferrarese, 23 anni, e Marco Filomeno, 20, entrambi di Brindisi: presi di mira stazione Eni e punto Snai

BRINDISI – Passamontagna e pistola taser. Il 17 maggio scorso, due brindisini in scooter presero di mira la stazione di servizio Eni, in provinciale per Lecce, e il punto Snai di via Spagna, dopo aver rapinato il 10 maggio proprio di un Honda Sh125 un giovane equadoregno residente a Brindisi  : la Procura, a conclusione delle indagini della Squadra Mobile, ha chiesto il processo per Giuseppe Ferrarese, 23 anni, e Marco Filomeno, 20, ritenuti autori dei colpi.

Le indagini

Francesco Carluccio-2Ferrarese è attualmente ristretto in carcere perché arrestato in flagranza di reato per la rapina consumata nel bar Rosso e Nero di Brindisi, lo scorso 14 dicembre. Bottino pari a 2.106 euro, abbandonato lungo la strada durante la fuga. Ad agire furono in tre. Arrestati anche loro.

Per la rapina dello scooter, per quella nel punto Snai del rione Bozzano e per quella tentata nella stazione Eni è a piede libero, al pari di Filomeno: per entrambi è stata già fissata l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Brindisi, Valerio Fragassi, dopo la richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore Francesco Carluccio (nella foto), per il 6 febbraio 2020.

Le indagini condotte dagli agenti della sezione reati contro il patrimonio, della Squadra Mobile, hanno ricostruito prima di tutto la rapina di uno scooter Honda Sh 125, la sera del 10 maggio scorso. Secondo l’accusa, i due brindisini, assieme a “tre persone rimaste ignote”, con “volto travisato da passamontagna e armati di pistola”, avrebbero “fermato in modo repentino la marcia della moto". I cinque erano a bordo di una Fiat Panda.

La pistola taser

Sette giorni dopo, la tentata rapina ai danni del gestore della stazione di servizi Eni che si trova in via provinciale per Lecce: con lo scooter sottratto pistola alla mano il 10 maggio, Ferrarese e Filomeno – secondo l’accusa – avrebbero puntato “una pistola elettrica tipo taser al gestore”. Il colpo non andò a buon fine perchè la vittima fuggì dirigendosi verso la vicina questura.

Lo stesso giorno, stando alla ricostruzione dei fatti, la coppia sarebbe entrata in azione in via Spagna, quartiere Bozzano, prendendo di mira il centro Snai. Anche in questo caso, sarebbe stata usata una pistola Taser per minacciare il gestore, una donna, costretta a consegnare la somma di 600 euro.

La pistola elettrica non è stata trovata. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Andrea D’Agostino e Daniela D’Amuri, penalisti del Foro di Brindisi. Fonti di prova, per il pubblico ministero, sono le relazioni trasmesse dal capo della Mobile, Rita Sverdigliozzi. L’ultima datata 26 agosto 2019.

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