"Dall'impianto comunale Cdr mai partite ecoballe". Società tedesca chiede 15 milioni a Nubile

Un impianto "mai" entrato a regime, tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti brindisini non prodotte, sicuramente mai esportate, mai giunte alla società tedesca con cui era stata stipulata una convenzione e che ora sta per avviare una causa dinanzi al Tribunale di Francoforte

BRINDISI - Un impianto “mai” entrato a regime, tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti brindisini non prodotte, sicuramente mai esportate, mai giunte alla società tedesca con cui era stata stipulata una convenzione e che ora sta per avviare una causa dinanzi al Tribunale di Francoforte per chiedere alla ditta Nubile Srl danni per 15 milioni di euro.

E’ inadempiente Nubile secondo la società Pracht Gmbh nei propri riguardi, lo è anche nei confronti del Comune capoluogo secondo la procura di Brindisi e secondo la Digos che sta scavando da mesi, nell’inchiesta che coinvolge anche il sindaco Mimmo Consales, negli affari di Luca Screti, il patron dell’azienda di Tuturano, in relazione alla gestione degli impianti comunali.

In entrambi i casi il mancato rispetto dei patti che è al vaglio della magistratura (i pm titolari del fascicolo sono Giuseppe De Nozza e Savina Toscani) nel capitolo “frode in pubblica fornitura” contestato a Screti, sarebbe riconducibile alla parziale (insufficiente a quanto pare) entrata in funzione dell’impianto di produzione di Cdr e Css (combustibile solido secondario) della zona industriale che in questo momento, ad esempio, è fermo. 

Lasciando stare in un cantuccio i lavori mai realizzati (per 10 milioni di euro) e previsti negli accordi siglati, c’è il capitolato d’appalto che prevede la trasformazione del 50 per cento dei rifiuti urbani in Cdr e il conferimento dell’altra metà ad Autigno (gestito sempre da Nubile). Le 20.000 tonnellate all’anno di Cdr prodotte avrebbero dovuto essere prese in carico per 15 anni, secondo un contratto di fornitura siglato in data 23 agosto 2012, proprio dalla Pracht Gmbh che era certa di aver instaurato un rapporto con un interlocutore affidabile proprio perché gestore di un impianto pubblico sulla base di un contratto con il Comune che risale al 20 luglio 2013 e che è stato adeguato a nuova tariffazione il 20 settembre 2013.

Che cosa è accaduto in seguito? Dall’impianto in questione non è mai partito un solo grammo di Cdr, per lo meno non in direzione dell’impianto portoghese convenzionato con la Pracht Gmbh. Chi stava scavando negli affari di Nubile, per tutt’altre ragioni, al fine cioè di monitorare i rapporti tra Screti e il sindaco Consales - vista la liaison che era parsa lampante, una volta accertato che proprio il commercialista di Nubile, Massimo Vergara (indagato insieme al sindaco e a Screti nello stesso procedimento) andava a versare contanti ad Equitalia per saldare un debito personale del primo cittadino – si è accorto che l’impianto di Cdr era fermo, nonostante il capitolato.

Dove vanno a finire quindi i rifiuti brindisini? Tutti ad Autigno? E se così è, quanto costa in termini di ecotassa ai brindisini la presunta inadempienza di Nubile certificata da qualche settimana anche da una procedura di rescissione del contratto partita dal Comune che ha denunciato anche la ditta appaltatrice per truffa?

Ritornando al principio, o meglio alla fase terminale di tutto il procedimento di trasformazione del rifiuto in combustibile che prevederebbe l’esportazione per il recupero energetico del materiale presso un impianto portoghese. Dal carteggio tra Nubile e il settore Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi al quale Screti ha chiesto l’autorizzazione per il trasporto transfrontaliero di rifiuti, emerge che sono stati preparati tutti i documenti per ottenere l’autorizzazione dell’esportazione che è però condizionata ad una fideiussione prevista dal regolamento europeo che però Nubile non è stata in grado di presentare fino a oggi.

Alla Provincia Screti ha dato rassicurazione che la situazione si sarebbe risolta in un paio di giorni, che la garanzia richiesta e obbligatoria per legge sarebbe stata offerta a breve. Nulla. La procedura è decaduta. Pracht Gmbh che attendeva sviluppi ha dovuto prenderne atto, scrivendo tra l’altro anche al Comune e minacciando di rivolgersi alle opportune sedi europee per segnalare le irregolarità. In data 22 settembre 2014 durante un incontro con gli avvocati Roberta Perna ed Enrichetta Scialpi presso lo studio dell'avvocato Frank Ilaender in Gelsenchirken, la Pracht Gmbh si sarebbe resa disponibile ad una transazione per l'anno 2014. Ma, da Tuturano, ancora nessuna risposta.

La Pracht aveva già avviato la programmazione della prima nave, nell’aprile scorso, per un quantitativo di 3.000 tonnellate circa. Ancora, nulla. Si va in Tribunale. Con una richiesta risarcitoria da 15 milioni di euro. Mentre in quel di Brindisi gli investigatori continuano a scavare. A cercare le ragioni della ‘inadempienza’ su più fronti in una maxi inchiesta che è nel pieno del suo corso. E nell’ambito della quale, si vocifera nei corridoi di palazzo di città, qualche giorno fa la Digos è andata a prelevare ancora carte al Comune, nell’ufficio Ecologia.

In questa storia, va aggiunto, c'è anche la richiesta all'Autorità Portuale di Brindisi da parte di Nubile Srl dell'autorizzazione di impresa portuale proprio per la movimentazione del Cdr da spedire via nave in Portogallo. Anche in questo caso la prima procedura avviata si era chiusa negativamente per l'azienda amministrata da Luca Screti.

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