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Cronaca

Intervento/ Rifiuti: i piccoli-grandi dubbi su cui il Comune dev'essere trasparente

Domande che non possono essere lasciate in sospeso, senza risposta, perché si deve soddisfare quell’obbligo di trasparenza, che il legislatore ha imposto alle pubbliche amministrazioni, riconoscendo in capo ai cittadini il diritto alla accessibilità totale alle informazioni, per poter verificare in che modo vengono spese le risorse pubbliche

BRINDISI - Quanto deve pagare il Comune di Brindisi per il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani e annessi affidati alla società Ecologica Pugliese comportando di conseguenza un aumento della la tassa sui rifiuti, (Tari) che  gli utenti devono pagare? Quanto sono costati, in termini economici e di immagine, al Comune questi giorni di sofferenza dei cittadini costretti a destreggiarsi tra i rifiuti sparsi ad ogni angolo di strada, che hanno ridotto la città ad una grande pattumiera? Spetta agli utenti il rimborso del corrispettivo versato per i giorni di inefficienza del servizio? Può quella sostanza bianca, sparsa in molti punti della città, anche in corrispondenza di panchine, essere nociva per le persone e per gli animali domestici? E’ stata analizzata? Può questa situazione incidere sulle percentuali di raccolta differenziata, determinando l’aumento dell’ecotassa e di conseguenza  la prossima  bolletta Tari a carico degli utenti brindisini?  Ha ancora senso separare l’umido dall’indifferenziato, considerato che tutto viene  mischiato? Perché non è stato ancora attivato o pubblicizzato il numero verde per le segnalazioni degli utenti ed il ritiro dei rifiuti ingombranti?

In base a quale parametri, a quali garanzie è stato deciso di affidare il servizio a questa società? Dall’assoluto silenzio che ha connotato tutte queste questioni, emerge solo una accettazione, non quantificata, delle condizioni economiche formulate dalla predetta società, contenuta  nell’ordinanza emessa dal sindaco per l’effettuazione del servizio di raccolta dei rifiuti e degli annessi, per la durata di 6 mesi. In odore di probabile proroga, considerati i ritardi biblici maturati per indire la gara decennale di affidamento del servizio, che si attende da oltre un decennio. Questo si chiedono in molti, costretti ad assistere impotenti a questa rapida discesa nel degrado, che ha distrutto l’immagine della città e offende la loro dignità di cittadini.

Domande che non possono essere lasciate in sospeso, senza risposta, perché si deve soddisfare quell’obbligo di trasparenza, che il legislatore ha imposto alle pubbliche amministrazioni, riconoscendo in capo ai cittadini il diritto alla accessibilità totale alle informazioni,  per poter verificare in che modo vengono spese le risorse pubbliche e organizzati i servizi. Ma anche per eliminare ogni elemento di opacità nella  attività e nelle decisioni della pubblica amministrazione. Proprio per questo motivo devono essere resi noti, sul sito del Comune, i servizi che devono essere erogati in tema di rifiuti e di servizi annessi, i diritti degli utenti,  gli standard di qualità e di quantità  delle prestazioni previste, in modo da permettere a tutti di  assumere un ruolo attivo, di verificare la rispondenza tra il livello di servizi dichiarati e pagati  e quelli effettivamente erogati.

Ma anche l’indicazione degli organi di tutela rispetto alle inadempienze rilevate, le modalità  per proporre i reclami, per adire le vie conciliative, nonché quelle  di ristoro dell’utenza, con l’eventuale  restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza. Solo in questo modo, facendo ricorso alla partecipazione attiva dei cittadini, c’è speranza che si possa voltare pagina in un settore che è sempre stato problematico e che ha suscitato da sempre l’insoddisfazione dei cittadini.

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