Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

La ditta ammette: rifiuti mischiati, ma è un caso. Ma a dicembre zero farmaci, amianto, umido e batterie

A lume di naso, ma anche a leggere le giustificazioni prontamente inviate dall'azienda, effettivamente nel cumulo di rifiuti sequestrati in un mezzo di Ecologica Pugliese c'è quello che non dovrebbe esserci. Le tracce di un "rimescolamento" che la ditta di Capurso addebita ai netturbini di turno

BRINDISI - A lume di naso, ma anche a leggere le giustificazioni prontamente inviate dall’azienda, effettivamente nel cumulo di rifiuti sequestrati in un mezzo di Ecologica Pugliese c’è quello che non dovrebbe esserci. Le tracce di un “rimescolamento” tra rifiuto differenziato e indifferenziato che la ditta di Capurso addebita ai netturbini di turno ma su cui la Digos vuole vederci chiaro. Il sequestro è di iniziativa, sul materiale ora avvolto dai sigilli e ammassato in un deposito della ditta Nubile, saranno eseguite caratterizzazioni, probabilmente accertamenti tecnici irripetibili. Ma il quadro, dati alla mano, è piuttosto definito a prescindere dal responso che si avrà dall’analisi dei campioni.

E per quanto possa sembrare paradossale è riassunto in un quesito: com’è possibile che a ottobre e fino al 17 novembre filasse tutto liscio, e dal 17 novembre in poi sono iniziati i problemi? La differenziata è crollata dal 40 al 13 per cento, il conferimento di farmaci, di rifiuti speciali quali amianto, olii vegetali, perfino dell’umido si è letteralmente azzerato. I brindisini continuano a separare i rifiuti, proseguono diligentemente a tenere in casa una pattumiera per l’umido, una per il vetro, una per la plastica, una ancora per la carta. A vuotare i sacchetti riempiti con flaconi nei bidoncini che si trovano nei pressi delle farmacie, a disfarsi delle pile scariche e delle batterie esauste di ogni genere usando gli appositi cassonetti, ormai consapevoli che si tratta di materiale dannoso per l’ambiente. E che non è possibile fare le crociate contro questa o quell’altra grande azienda che inquina se non si comincia a rigare dritto nel proprio piccolo, nella quotidianità familiare, con tutto lo stress e il sacrificio che ciò comporta.

Ora si apprende, lo dice Ecologica Pugliese, che dal 17 novembre in poi le “discariche sono tutte al collasso”, e viene da chiedersi che importa? Non doveva andare nelle giuste piattaforme il materiale differenziato? Che non c’è un solo impianto in grado di accogliere la frazione umida (ricordiamo che l’impianto di compostaggio a Brindisi è out), ma che nessuno lo sapeva prima di prendersi in carico il servizio dato in affidamento per sei mesi in tutta fretta con una ordinanza contingibile e urgente, di quelle che si adottano quando la situazione sta precipitando, di quelle che ci vorrebbero ora per mettere fine a un disastro che sta andando ben oltre le aspettative di chi si chiedeva perché bisognasse ‘cacciare’ a tutti costi Monteco, che pur brillava e se lo scriviamo è perché erano le percentuali a darne conferma.

Monteco, noi lo abbiamo appurato, conferiva l’umido alla Tersan di Modugno, o in alternativa alla Progeva di Laterza, ma c’era pure la Aseco di Ginosa, la Eden 94 di Manduria. Lasciando stare l’impianto di compostaggio gestito dalla Nubile nella zona industriale che non funziona, nonostante i proclami.

Ora, improvvisamente, da un giorno all’altro, non c’è modo di conferire i materiali speciali che pure prima trovavano una loro ‘lecita’ sistemazione? Nel dicembre 2013 Monteco conferiva 396mila chili di umido. Nel dicembre 2014 ha toccato quota zero. E poi: 460 chili di plastica, mentre nell’anno in corso, stesso mese, la quota è zero; 360 chili di farmaci a dicembre 2013, un anno dopo la quota è zero. Stesso drastico annullamento per pitture e vernici, per materiali da costruzioni contenenti amianto. Non se ne producono più di rifiuti speciali? Impossibile. Allora dove vanno a finire?

La risposta la daranno le indagini. Una ne è stata avviata tempo addietro dal pm Marco D’Agostino, ed è sempre condotta dalla Digos, e riguarda le procedure amministrative per l’affidamento del servizio di igiene urbana. Poi ci sono i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, che indagano sul sindaco e anche su Luca Screti, patron di Nubile, che negli ultimi due mesi ha ricevuto un bel po’ di tonnellate di indifferenziato in più rispetto a quanto non avvenisse prima. A cui quindi sono state pagate tariffe in misura superiore, e che gestisce anche la discarica di Autigno. Screti, oltre che di corruzione, riciclaggio e ricettazione, risponde di frode in pubblica fornitura, in concorso con l’imprenditore Mimmo Convertino, proprio per la gestione dell’impianto di biostabilizzazione e di Cdr Css della via per Pandi dinanzi al quale gli agenti diretti dal vicequestore Vincenzo Zingaro hanno stoppato un carico di rifiuti dopo aver effettuato verifiche prima nel piazzale della zona industriale in cui i mezzi di Ecologica Pugliese (sono in realtà a noleggio) si raggruppano e anche all’interno della sede dell’azienda.

Un pasticcio pazzesco quello dei rifiuti, un crollo altrettanto allarmante della differenziata con risvolti per i soldi dei brindisini e per il danno ambientale che potrebbe conseguirne, da far rabbrividire. Il sindaco, Mimmo Consales, risponde alle osservazioni che gli vengono mosse sostenendo di aver rilevato personalmente all’avvio del servizio le anomalie nella gestione di Ecologica Pugliese. Ma non spiega perché il servizio è stato a tutti i costi sottratto a Monteco per essere affidato a Ecologica Pugliese dopo un tentativo sfumato di darlo ad Aimeri Ambiente.

La società di Capurso si giustifica così: “Si è appreso che alcuni operatori della nostra azienda hanno riversato nel carico della frazione indifferenziata alcuni rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, ma esclusivamente perché il contenuto dei contenitori della raccolta differenziata oggetto di segnalazione era contaminato da rifiuti indifferenziati di ogni sorta. Pertanto, i rifiuti de quo - nelle condizioni in cui si presentavano - non avrebbero potuto essere destinati all'Impianto di recupero, ma solo alla discarica”. E quanto al crollo della differenziata, definito un mero “calo” asserisce: “La Ecologica Pugliese Srl si è attivata tempestivamente e sin da subito per il reperimento di un Impianto che potesse ricevere la frazione umida proveniente dal territorio di Brindisi.

Le attività di ricerca di un Impianto sono partite immediatamente dopo la notifica dell'ordinanza di affidamento alla scrivente della gestione dei servizi di igiene urbana, oltre quindici giorni prima dell'avvio dei servizi stessi, La Ecologica Pugliese Srl ha contattato tutti gli impianti della Puglia, nessuno escluso, ma ha ricevuto da tutti riscontri negativi: nessun Impianto ha accettato di ricevere la frazione organica proveniente dal Comune di Brindisi. Il rifiuto è stato motivato in ogni caso con la mancanza di capienza degli Impianti, del tutto saturi.

Tutto quanto sopra è documentalmente provato dalle numerosissime comunicazioni trasmesse a mezzo e-mail dalla scrivente senza alcuna soluzione di continuità. Trattasi di un vero paradosso, di una contraddizione in termini: se da un lato si incentiva in tutti i modi il raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata, dall'altro non sono reperibili impianti idonei al recupero dei quantitativi prodotti; se da un lato i capitolati speciali d'appalto prevedono a carico delle imprese appaltatrici l'obbligo del raggiungimento di determinate percentuali di raccolta differenziata, dall'altro le stesse imprese appaltatrici sono oggettivamente impossibilitate a provvedere ai conferimenti di alcune frazioni differenziate.  Tanto è stato segnalato anche dalla Legambiente, che ha parlato di ‘discariche al collasso’, segnalando il problema della chiusura delle discariche per esaurimento volumetrico”.

Ad ogni modo, c’è una buona novella: proprio oggi, un minuto dopo l’intervento della Digos, un impianto ha dato disponibilità a ricevere la frazione umida. Guarda un po' che coincidenza. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La ditta ammette: rifiuti mischiati, ma è un caso. Ma a dicembre zero farmaci, amianto, umido e batterie

BrindisiReport è in caricamento