Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti, la Regione commissaria l'Oga di Brindisi: gestione emergenza a Emiliano

Intanto i 20 sindaci confermano la fine dei rapporti con Nubile che oggi si dice pronta ad avviare il rewamping. Consales: “Follia, presi contatti con l’Amiu di Bari”

BRINDISI – Rotto il silenzio della Regione in materia di rifiuti: la giunta pugliese, nel primo pomeriggio odierno, ha deliberato il commissariamento dell’Oga di Brindisi, del quale facevano parte i venti comuni della provincia, nove dei quali (quelli dell’Aro1) da settimane chiedevano un intervento diretto del governatore Michele Emiliano, soluzione a cui hanno poi aderito anche gli altri. Compreso quello di Brindisi, il cui primo cittadino era presidente dell’Organo di governo d’ambito.

La decisione segna una svolta significativa nella gestione dei rifiuti e del ciclo di smaltimento dopo l’ultimo periodo di tensione ed è arrivata a distanza di 48 ore dall’ordinanza con cui il presidente della Provincia, Maurizio Bruno (Pd anche lui) ha autorizzato per dieci giorni il conferimento dei rifiuti abbancati presso l’impianto di Cdr di via per Pandi nella discarica privata di proprietà di Formica Ambiente, non essendo disponibile quella pubblica di Autigno, sotto sequestro dal 5 maggio scorso per inquinamento della falda.riunione sindaci emergenza rifiuti 2-2

Prima della firma, Bruno aveva incontrato e protestato assieme agli altri sindaci (è anche primo cittadino di Francavilla Fontana): tutti e venti in Tricolore si sono presentati dal prefetto chiedendo di farsi portavoce della richiesta di intervento diretto della Regione perché tra discarica pubblica, quella di Autigno di proprietà del Comune capoluogo, e impianto di Cdr, sempre pubblico, sovraccarico, la situazione era diventata ingestibile “in loco”. Ed esplosiva tenuto conto della fine dei rapporti tra i comuni dell’Oga e la società Nubile srl, gestore, sia dell’uno che dell’altro sito sui quali sta lavorando la Procura con due inchieste parallele (una delegata ai carabinieri del Noe, arrivata a conclusione e l’altra affidata agli agenti della Digos), contestato per inadempimento, tanto è vero che proprio oggi l’assemblea dell’organo di governo d’ambito si è pronunciato sulla conferma della “risoluzione del contratto” con la ditta privata.

Il caso ha voluto che proprio nel momento in cui l’assessore regionale Mimmo Santorsola, titolare della delega all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti, proponeva ai colleghi dell’esecutivo, alla presenza di Michele Emiliano, di commissariare l’Oga di Brindisi, i sindaci chiamati a raccolta da Consales, si pronunciavano sui passi da compiere a stretto a giro: prima di tutto quelli necessari a mettere alla porta Nubile, con la consulenza di tre avvocati, il docente universitario di Diritto Amministrativo Luigi Volpe, titolare di cattedra a Bari; il penalista Rosario Almiento di Brindisi e il civilista Roberto Palmisano di Oria, lo stesso che aveva stilato una bozza di transazione su richiesta della stessa assemblea Oga.

L’accordo è stato accantonato nel momento in cui i sindaci hanno preso visione delle tariffe per il conferimento dei rifiuti chieste dalla società Nubile e hanno opposto il mancato svolgimento di alcuni servizi, con conseguente riduzione della quantità di Cdr prodotta. E’ stato l’inizio della fine. Inizio delle tensioni interne, fine del dialogo con il privato. Ma per la svolta è stato determinante l’intervento della magistratura con la notifica degli avvisi di conclusione indagine su Autigno a sette persone, dall’amministratore unico di Nubile, Luca Screti, al direttore Giuseppe Masillo, ai dirigenti pubblici, sia del Comune di Brindisi, Fabio Lacinio (anche funzionario Oga), Francesco Di Leverano e Pietro Cafaro; della Provincia, Pasquale Epifani e dell’Arpa, Anna Maria D’Agnano. Per tutti l’ipotesi di reato è omissione d’atti d’ufficio.

Carabinieri il giorno del blitz alla Formica AmbienteDa quel giorno, il 22 settembre scorso, è stato un susseguirsi di eventi: a distanza di qualche ora, tanto per cominciare, si è fatta sentire la voce grossa degli avvocati della società i quali hanno comunicato via lettera l’intenzione di chiedere un risarcimento danni di “almeno 40 milioni di euro” perché Brindisi, in qualità di proprietario, avrebbe messo a gara una discarica già inquinata. Contaminata dal 2000. Poi c’è stata la riunione in prefettura chiesta dal presidente dell’Aro 1, Salvatore Ripa, sindaco di San Pancrazio, per sollecitare l’intervento della Regione, a seguire l’assemblea Oga che ha portato a rinunciare alla transazione. E quindi la protesta in Tricolore, con richiesta di commissariamento: i sindaci, compreso Consales, erano pronti a dimettersi dall’assemblea per provocare il commissariamento a vedere in prima linea la Regione Puglia. Cosa che è avvenuta oggi.

“Prendo atto con favore della decisione della Giunta sul commissariamento dell’Oga cosa che io stesso ho chiesto perché ritengo necessario un intervento unitario, su scala regionale, in materia di rifiuti, con decisioni nelle mani di una persona”, dice Consales. “Purtroppo sono dieci anni che scontiamo la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti”, aggiunge. “Ora, poiché non vogliamo esimerci da alcuna responsabilità, ci occuperemo di alcuni aspetti che sottoporremo al commissario: in primis la risoluzione del contratto con Nubile, poi la proposta di affidare l’impianto di Cdr all’Amiu, la municipalizzata del Comune di Bari, quindi l’ipotesi di conferire presso l’impianto di Massafra, nel Tarantino, relativamente ai nove comuni dell’Aro 1. In tal senso c’è la disponibilità del sito che in tal modo permetterà di non sovraccaricare quello di via per Pandi”.

Sempre il caso vuole che nelle stesse ore in cui a Bari e a Brindisi erano in corso riunioni della Giunta e dell’Oga, dalla sede della società Nubile sia partita una nuova comunicazione: immediata disponibilità a dare avvio ai lavori di revamping, di cui si parlava dell’accorto transattiva, con durata di sei mesi almeno, e chiusura dell’impianto dal prossimo 12 ottobre.

“Cose folli, impossibile”, replica Consales. “L’impianto del Comune non può chiudere”. Quell’impianto è in esercizio senza il certificato antincendio dal 5 agosto scorso, all’esito dei sopralluoghi dei funzionari della Asl, dello Spesal e dei vigili del fuoco, dai quali è emersa la presenza di quantità di rifiuti superiori al massimo consentito, con conseguente innalzamento del rischio di combustione. E la Regione Puglia l’altro ieri ha diffidato la società a ripristinare condizioni di normalità entro dieci giorni. Il rischio è che in caso contrario verrà revocata l’Aia, autorizzazione integrata ambientale. 

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