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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Distribuiti sacchetti Aimeri con logo Comune. La ditta non ha mai avuto l'appalto

Com'è possibile che Ecologica Pugliese abbia a disposizione materiale di Aimeri che in linea teorica dovrebbe essere azienda concorrente nonché "usurpata" dell'affidamento provvisorio del servizio?

BRINDISI - Se l’inchiesta della procura di Brindisi condotta dalla Digos in materia di rifiuti urbani si muove in un senso preciso, e intende accertare se la “cacciata di Monteco” sia il frutto di un disegno politico attuato con qualche forzatura amministrativa al limite della legittimità, la nuova azienda o chi per lei sta gestendo il servizio a Brindisi semina come pollicino briciole che se non danno conferma ai sospetti di sicuro alimentano i dubbi investigativi. Le buste che si vedono per le vie della città riportano il logo di “Aimeri Ambiente” stampato proprio sotto l’intestazione “Comune di Brindisi”.

Com’è possibile che Ecologica Pugliese abbia a disposizione materiale di Aimeri che in linea teorica dovrebbe essere azienda concorrente nonché “usurpata” dell’affidamento provvisorio del servizio? L’azienda esclusa ha infatti formulato richiesta di risarcimento del danno al Comune di Brindisi per totali 5 milioni e 800 mila euro, somma adeguata dopo che a fine settembre, a seguito di un blitz in Comune proprio della Digos per acquisizioni documentali, l’assegnazione dell’incarico su ordinanza contingibile e urgente del sindaco Mimmo Consales era saltato. La ragione formale era l’inadeguatezza del parco mezzi di Aimeri, società già sotto la lente della magistratura di Palermo, e in particolare della Dda, per una vicenda relativa a un traffico di rifiuti in salsa siciliana. Seconda domanda. Com’è possibile che ancor prima che l’ente municipale assegnasse provvisoriamente per sei mesi il servizio di gestione della raccolta di rifiuti urbani fossero già state stampate le buste con la scritta “Comune di Brindisi”?

Aimeri Ambiente, sacchetti-2Tutto regolare? Probabilmente sì, ma anche questo finirà al vaglio degli investigatori che coordinati dal pm Marco D’Agostino, continuano ad approfondire tutti i passaggi e le procedure che hanno condotto la pubblica amministrazione, con l’ok del servizio Ecologia, a chiudere i rapporti con Monteco che continuava senza titolo a occuparsi della raccolta e a firmare una ordinanza contingibile e urgente in favore di Ecologica Pugliese, azienda di Capurso.

La giustizia amministrativa ha fatto le proprie valutazioni sullo strumento “ordinanza”. In fase cautelare, per quel che riguarda il provvedimento di marzo 2014 in favore di Aimeri, non c’è stato pronunciamento di merito perché a un certo punto la vicenda si è chiusa con una sentenza che prendeva atto che era venuto meno l’interesse di entrambi i contendenti. Per quel che riguarda Ecologica Pugliese il Tar ha dato ragione al Comune in fase cautelare.

Intanto, mentre fioccano le lamentele perché il meccanismo di raccolta dei rifiuti differenziati non è affatto entrato a regime e c’è parecchia gente, in alcuni quartieri, che non sa dove mettere la spazzatura, si prosegue con gli accertamenti che vanno in diverse direzioni. Da un lato ci sono i mezzi nuovi di zecca di Ecologica, sui quali nel giorno del passaggio del testimone, lunedì scorso, sono state rilevate delle irregolarità assicurative. Su un altro fronte la mole di carte acquisite presso l’ufficio Ecologia e ora al vaglio degli uomini della Digos. C’è infine una terza questione, quella che riguarda i 23 lavoratori Monteco licenziati e le difficoltà sindacali che si stanno incontrando per trovare un accordo sulle indennità. A quanto pare vi sarebbero anche dei ritardi nella firma dei contratti.

Infine ovunque in città ci sono in alcuni cestini ancora i sacchetti Monteco (non li sostituiscono da cinque giorni?) e quelli Aimeri - Comune (che in linea teorica non dovrebbero esistere perché mai assegnato il servizio alla stessa società). Questi ultimi potrebbero essere utili dal punto di vista investigativo, a riprova della “manovra” ordita per defenestrare l’azienda di Campi Salentina. Se dovesse essere così come sembra, emergerebbe chiaramente come in cabina di regia vi siano sempre state le medesime persone: quelle che volevano che Monteco andasse via, le stesse che sarebbero tornate in campo con Aimeri (che lo ricordiamo ora vuole 5 milioni e 800 mila euro dai brindisini tutti) e stanno ora operando per Ecologica Pugliese. Sarà la magistratura, come ha auspicato lo stesso sindaco, vagliato ogni risvolto, a stabilire se siano state commesse o meno irregolarità dal rilievo penale. 

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