Cronaca

Traffico di droga dall’Albania, scarcerato il brindisino Massaro

Il gip del Tribunale di Bologna accoglie l’istanza della difesa: “Contestazione a catena”. L’indagato era finito in carcere il 23 luglio

BRINDISI – Dopo 15  giorni trascorsi in carcere, torna in libertà Antonio Massaro, 63 anni, di Brindisi, accusato di essersi occupato del trasporto di droga, su gommoni partiti dall’Albania, nell’ultima inchiesta della Dda di Bologna (blitz Outlet).

La scarcerazione

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, Alberto Gamberini, ha accolto l’istanza presentata nei giorni scorsi dall’avvocato Luca Leoci, del foro di Brindisi, difensore di Massaro, secondo il quale ci si troverebbe in una concreta ipotesi di divieto di contestazione a catena. Con tale espressione ci si riferisce, ai casi in cui il pubblico ministero chiede, in tempi diversi, l’emissione di più ordinanze applicative della medesima misura in relazione allo stesso fatto o a fatti diversi già noti ab initio.

Il gip, nella giornata di ieri, ha riconosciuto la tesi sostenuta dal penalista e ha ordinato la remissione in libertà dell’indagato, finito nel carcere di Brindisi lo scorso 23 luglio,  quando gli agenti della Mobile hanno notificato l’ordinanza di arresto in carcere anche a Vincenzo Vindice, 33 anni, e a Saverio Palma, 45, di Ostuni.

L’accusa

Massaro, in sede di interrogatorio per rogatoria davanti al gip del Tribunale di Brindisi, all’indomani dell’arresto, aveva ammesso  l’accusa con riferimento a un unico episodio contestato, quello del trasporto di circa tre chilogrammi di sostanza stupefacente. Contestazione relativa all’arresto del 30 dicembre 2016, periodo di tempo che rientra.

L’indagato aveva  respinto gli altri addebiti mossi nell’ordinanza di custodia cautelare. Una contestazione è in concorso con Vindice ed è relativa alla detenzione di “900 chili di marijuana”. Droga che, nell’impostazione accusatoria, sarebbe stata destinata alla “successiva importazione sul territorio nazionale e alla rivendita a terzi”. Progetto non andato a buon fine.

La sostanza sarebbe stata “acquistata da soggetti di stanza in Albania, allo stato non identificati, prendendo accordi direttamente dalla provincia bolognese e da qui perfezionando la relativa compravendita”. La Dda ha ipotizzato anche “contatti con le forze dell’ordine albanesi per garantirsi impunemente la partenza”. Il “pilota che si sarebbe dovuto occupare del trasporto” sarebbe stato “Massaro”. Da ieri tornato in libertà.


 

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