Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Scu, pentito credibile per la Dda: chiesti 3 anni per Sandro Campana

Anche due donne accusate di associazione mafiosa: richiesta di 4 anni per Maddalena Miceli e Pia Romano. Prima patente di attendibilità per il neo collaboratore. Tutti imputati nel processo scaturito dal blitz chiamato Pax di dicembre 2014: indagini partite dall’omicidio Santoro, rimasto ancora senza responsabili

Sandro Campana il giorno dell'arresto

BRINDISI – L’ultimo pentito della Scu ha ottenuto la prima patente di credibilità dalla Dda di Lecce che sta concludendo la raccolta delle sue dichiarazioni: il pm ha chiesto la condanna a  tre anni di reclusione per Sandro Campana, 41 anni, accusato di aver fatto parte dell’associazione mafiosa, “articolazione dei tuturanesi” e diventato il primo accusatore del fratello maggiore, Francesco, finito sotto processo anche per omicidio.

Dopo la requisitoria del sostituto procuratore Alberto Santacatterina, l’aspirante collaboratore di giustizia, non ha voluto aggiungere altro e in silenzio è rimasto questa mattina, 22 gennaio, nel collegamento in videoconferenza da una località protetta, nel corso dell’udienza del processo con rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta chiamata “Pax” che il 16 dicembre 2014 lo portò in cella. Sette mesi più tardi ha chiesto di parlare con il pm e ha iniziato a svelare i segreti della Sacra corona unita di cui sostiene di essere il custode e quella chiesta dal magistrato è la prima richiesta di condanna che tiene conto del “mea culpa” con annessa chiamata in correità di uomini e donne, i cui nomi ad oggi non sono ancora stati resi noti. Molti sono ancora coperti da omissis, in attesa che siano conclusi i riscontri.

Quattro anni sono stati invocati per le due donne ritenute componenti del sodalizio, finalizzato al traffico di droga e al contrabbando di sigarette, si tratta di Pia Romano e Maddalena Miceli. Romano è la moglie di Antonello Raffaele Gravina (imputato in un altro troncone e a sua volta fratello del pentito Francesco Gravina, alias il Gabibbo) nonché madre di Gianpaolo Gravina, per il quale il pm ha chiesto la condanna a sei anni e due mesi, sottolineando che il giovane riceveva le direttive dal padre, all’epoca dei fatti detenuto, e della stessa madre durante i colloqui presso la casa circondariale di Lecce. Il difensore di madre e figlio, l’avvocato Laura Beltrami, oggi ha discusso giungendo a conclusioni differenti.

Miceli è la moglie di Angelo Ostuni, per il quale il pm ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione, considerato uno degli associati. Otto anni di reclusione sono stati chiesti anche per Raffaele Gravina, zio di Gianpaolo Gravina, e per Diego Ostuni, accusati di aver fatto parte del sodalizio di stampo mafioso. Quest’ultimo avrebbe preso “le distanze dallo zio Teodoro Ostuni, affiliandosi e poi provvedendo all’affiliazione - con rito celebrato nel carcere di Lecce - di Cristian Ostuni, Antonio Ostuni e Diego Guttagliere, al clan dei mesagnesi, a carico di Antonello Raffaele Gravina. Per tutti la richiesta di pena è stata pari a sei anni. Le posizioni sono state discusse dai penalisti Albino Quarta e Marianna Laguercia.

Le indagini partirono dall’omicidio di Antonio Santoro, scomparso a 30 anni, il 13 marzo 2008: i resti furono ritrovati, per caso, all’interno di una cavità ipogea in agro di Brindisi, in località Badessa nei pressi dell’omonima masseria, il 26 novembre 2011. Ma quell’esecuzione ad oggi resta un mistero perché non stati arrestati i mandanti e i killer. Non è escluso che Sandro Campana e prima di lui gli altri pentiti, abbiano parlato del delitto e che quel che hanno riferito è stato secretato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scu, pentito credibile per la Dda: chiesti 3 anni per Sandro Campana

BrindisiReport è in caricamento