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Nel garage droga per centomila euro: condanne ridotte in Appello

Imputati tre brindisini dopo la scoperta di hashish, marijuana e cocaina in un garage di piazza Locchi

BRINDISI – Condanne ridotte in Appello per i tre brindisini imputati dopo il ritrovamento di droga del valore di almeno centomila euro in un garage di piazza Locchi, nel quartiere Paradiso, dopo una serie di perquisizioni eseguite dagli agenti della Squadra Mobile in diversi quartieri della città, nel periodo in cui era in atto la cosiddetta guerra di mala, con scontri tra due gruppi di ragazzi.

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La sentenza

Alessandro De Giorgi è stato condannato alla pena di quattro anni, tre mesi e dieci giorni di reclusione più 20mila euro di multa, “eliminata la contestata recidiva”, a fronte dei nove anni e quattro mesi inflitti dal gup del Tribunale di Brindisi il 20 settembre 2018, a conclusione del processo con rito abbreviato (al netto, quindi, della riduzione di un terzo della pena). Francesco Palma, alias Maradona, è stato condannato a sei anni, undici mesi e dieci giorni più 28mila euro , rispetto a nove anni e quattro mesi. Teodoro Carone è stato condannato in Appello  a sei anni, sei mesi e 28mila euro, rispetto ai nove anni inflitti in primo grado. Nel conteggio delle pene, è compresa la detenzione di armi, trovate nel box.
La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Appello di Lecce presieduta da Nicola Lariccia, in seguito ai ricorsi presentati e discussi dagli avvocati Daniela D’Amuri e Vito Epifani per De Giorgi, Cinzia Cavallo per Palma e Giuseppe Guastella per Carone. Le motivazioni saranno depositate nel termine di 90 giorni.

Il garage

Secondo l’accusa, il garage in piazza Locchi, sarebbe diventato un market per lo spaccio di droga. A scoprire la sostanza stupefacente furono gli agenti della Squadra Mobile nel corso di una serie di perquisizioni nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2017. In quel periodo a Brindisi erano in atto sparatorie e ferimenti, riconducibili – come sostenuto dalla Procura – a una guerra tra due gruppi di giovani, diventati rivali al punto da ricorrere all’uso delle armi.

La droga

Nel box furono trovati: “due chilogrammi di hascisc, un chilogrammo di marijuana, un chilo di cocaina, una riproduzione di un revolver calibro 380, apparentemente modificato per sparare cartucce vere, avvolto in un panno con munizioni calibro 38”, e  ancora “50 cartucce calibro 7,65, più materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente”. La droga era stata “nascosta in un sacco usato per la spazzatura e in uno zaino, posti sul sedile di un’auto a sua volta appoggiato su un tavolo di legno”.

Furono autorizzate alcune intercettazioni telefoniche e si scoprì che quella droga poteva fruttare almeno centomila euro, se venduta. Il valore venne a galla ascoltando una conversazione a “cornetta alzata” di Alessandro De Giorgi. “Ma cosa dici? Abbiamo perso centomila euro e mi chiedi chi ti deve pagare?”, disse De Giorgi. Si costituì dopo essere rientrato a Brindisi dalla Grecia: gli agenti si presentarono a casa sua, un appartamento in piazza Locchi,  per dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere ottenuta dal sostituto procuratore Simona Rizzo.

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