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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Legge sugli stupefacenti: pena dimezzata anche se ormai definitiva. Scarcerato

La pena va rimodulata tenuto conto delle modifiche apportate dalla dichiarata incostituzionalità della vecchia legge sugli stupefacenti anche quando è definitiva. E lo sconto è consistente: quasi 3 anni.

BRINDISI - La pena va rimodulata tenuto conto delle modifiche apportate dalla dichiarata incostituzionalità della vecchia legge sugli stupefacenti anche quando è definitiva. E lo sconto è consistente: quasi 3 anni.

Valerio Fracassi-2Lo ha stabilito il giudice Valerio Fracassi all’esito della camera di consiglio sull' incidente di esecuzione per il brindisino Claudio Calò, 42 anni, che avrebbe dovuto ancora attendere prima di tornare libero e che invece ha ottenuto l’immediata scarcerazione. Oltre che il riconoscimento, a conti fatti, di aver scontato forse qualcosina in più rispetto a quanto avrebbe dovuto se solo la Fini- Giovanardi non fosse entrata mai in vigore o se il giudizio sulla sua incostituzionalità fosse arrivato in tempi meno bibilici. Era stato condannato a 5 anni e 10 mesi, la pena rideterminata è di 3 anni e 2 mesi.

L’uomo è difeso dall’avvocato Giampiero Iaia ed era stato condannato a seguito di giudizio abbreviato nel 2012, poi la condanna era passata in giudicato dopo la conferma in Appello nel febbraio 2013.

Era stato giudicato per aver detenuto ai fini di spaccio un ingente quantitativo di stupefacenti. La pena per questo era piuttosto elevata, tenuto conto della rigidità normativa in materia di stupefacenti. Il giudice delle indagini preliminari (giudice dell’esecuzione) ha valutato le richieste della difesa e anche il parere contrario del pm. Ma ha deciso di accogliere parzialmente, ma con effetti sostanziali, le richieste del legale.

l'avvocato Giampiero Iaia-2La rideterminazione della pena non va fatta soltanto quando, in virtù di un pronunciamento simile della Consulta, ne scaturisce una pena eccessiva. Va valutato ogni singolo caso. E se per Calò all’epoca dei fatti si ritenne di applicare la pena minima prevista, nonostante gli ingenti quantitativi, ciò accadde perché non si trattava di sostanze particolarmente “pesanti”. Allora è possibile oggi una revisione della pena, così come sta accadendo per tutti coloro che sono imputati in qualsiasi grado di giudizio con l’accusa di spaccio. Per tutti i giudici competenti stanno rivedendo le decisioni già assunte o comunque utilizzando parametri diversi. E’ il primo caso noto, a Brindisi, quello di Calò, in cui si procede anche quando la sentenza è diventata definitiva. Sarà sicuramente una decisione che farà da apripista a decine di ricorsi.

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