Servizi sociali, Cinque stelle: "Profili di illegittimità in tre bandi"

I consiglieri pentastellati di Brindisi contestano le modalità con cui sono state espletate le procedure di gara riguardanti sei bandi pubblicati il 24 dicembre, ravvisando un presunto conflitto d'interessi

Da sinistra, Gianluca Serra, Tiziana Motolese e Gianluca Bozzetti

BRINDISI – “Potrebbero esservi dei profili di illegittimità amministrativa in tre dei sei bandi riguardanti il settore dei servizi sociali che sono stati pubblicati il 24 dicembre 2018 sull’albo pretorio del Comune di Brindisi”. L’accusa è stata mossa dai consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Brindisi, Gianluca Serra e Tiziana Motolese, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamani (venerdì 15 febbraio) presso la sede del MeetUp di Brindisi, alla quale ha preso parte anche il consigliere regionale Gianluca Bozzetti.

I presunti profili di illegittimità ("amministrativa, non penale", rimarcano più volte i consiglieri) manifestati dal Movimento sono sintetizzabili in tre punti: il fatto che i bandi siano stati pubblicati nel pieno delle festività di Natale e Capodanno, “periodi che sono degni – affermano i Cinque stelle - della peggiore prassi amministrativa che fa del merito, della trasparenza e della sana gestione della cosa pubblica principi privi di contenuti”; una presunta discrasia fra una comunicazione ufficiale del settore Servizi sociali attestante che non era stato invitato alcun operatore tramite pec, in quanto   la procedura di gara era aperta, e una tabella allegata ai bandi dalla quale emergerebbe invece che sarebbero stati invitati dei soggetti (da un minimo di uno a un massimo di quattro) per ogni gara; la presenza nella commissione di gara dei bandi di assistenti sociali del Comune di Brindisi assunti nel 2018 con contratto a tempo indeterminato, che in passato avrebbero lavorato alle dipendenze di cooperative che oggi gestiscono alcuni servizi per l’ambito Br/1. 

I bandi

I bandi in questione, approvati il 21 dicembre 2018 con determinazioni dirigenziali Ambito Br/1, sono quello riguardanti: l’affidamento Polo Territoriale di accoglienza integrata in seno allo Sprar, per un importo d'appalto di 448mila euro, ed il cui servizio prima del bando era in seno alla cooperativa Solidarietà e rinnovamento; l’affidamento del servizio di gestione “Centro di Aggregazione Giovanile”per un importo di 386.391 euro finora gestito dall'Ati composta da Coop. Amani (capofila)e Solidarietà e Rinnovamento; l’affidamento del servizio Città dei ragazzi per un importo di 168.704 euro e gestita dalla cooperativa Amani; l’affidamento “Assistenza domiciliare ai minori” per un importo di 350.667 euro e gestito dalla cooperativa Amani: l’affidamento del servizio Polo Servizi Territoriale-Polifunzionale per un importo di 573.969 euro e gestito dalla cooperativa Genesi; l’affidamento del servizio contro l'abuso ed il maltrattamento dei minori per un importo di 325.588 euro e gestito dalla cooperativa Solidarietà e Rinnovamento.

La tempistica

Tutti e sei i bandi, come detto, sono stati pubblicati sull'albo pretorio del Comune alla vigilia di Natale. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 14 gennaio 2019: 22 giorni (comprese tre domeniche, Natale, Santo Stefano, Capodanno), per complessivi 16 giorni lavorativi. Si tratta di bandi a procedura aperta il cui criterio di aggiudicazione è l'offerta economicamente più vantaggiosa.

“Ci è sembrato quanto mai inopportuna  - affermano i consiglieri Serra e Motolese - la pubblicazione dei suddetti bandi nel periodo scelto. I bandi pubblicati nei periodi festivi sono degni della peggiore prassi amministrativa che fa del merito, della trasparenza e della sana gestione della cosa pubblica principi privi di contenuti”. 

“Se cambiamento vi è stato – a detta dei Cinque Stelle - vi è stato certamente in peggio rispetto alla gestione commissariale. Per esempio il bando effettuato per la refezione scolastica venne pubblicato il 12 marzo 2018 e fu chiuso il 23 aprile 2018 con preventivo invito di 10 operatori economici (almeno così come pubblicato nella sezione bandi dell'albo pretorio)”.

I pentastellati rimarcano inoltre come “secondo l'articolo 60 del Dlgs n. 50 del 2016 nelle procedure aperte il termine minimo per la ricezione delle offerte è 35 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara”. Tale termine “non può essere ridotto  - fanno notare - salvo: un avviso di preinformazioni oppure ragioni di urgenza debitamente motivate (non vi è traccia sui bandi delle ragioni di urgenza)”.

L’evidenza pubblica

Altra obiezione è quella concernente la platea di soggetti ammessi ai bandi. Il settore Servizi sociali comunica infatti al Movimento, dopo aver ricevuto delle richieste in merito, che non si era proceduto “a pubblicare manifestazione d'interesse in quanto il piano di zona è stato definito nel mese di ottobre 2018 senza il quale non si sarebbe potuto attivare la procedura di gara.” Inoltre, tramite successiva lettera, viene chiarito che le procedure erano aperte e quindi non era stato invitato alcun operatore.

Tali comunicazioni, però, a detta dei pentastellati, sarebbero in contraddizione con “quanto risultante dai dati pubblicati sul sito del Comune di Brindisi nella sezione Bandi di gara e contratti, ove vengono pubblicate le singole procedure in formato tabellare in cui si indicano gli operatori invitati alla partecipazione dei bandi”. 

Concorrenzialità

“Ma vi è di più – proseguono i consiglieri del Movimento - analizzando le procedure di gara emerge uno svilimento della concorrenzialità nell'aggiudicazione quale modalità più efficace per garantire la migliore spendita di denaro pubblico. E' innegabile che la concorrenzialità abbia la sua stella polare nel principio di massima partecipazione alla gara delle imprese in possesso dei requisiti richiesti”. E a tal proposito viene fatto notare come le cooperative partecipanti ai bandi siano “sempre le stesse e le medesime già affidatarie dei servizi”. 

Presunto conflitto di interesse

Altro profilo di illegittimità amministrativa, da quanto sostenuto dai consiglieri del Movimento, scaturirebbe da un presunto conflitto di interesse riguardante alcuni dei componenti delle commissioni di gara, ognuna delle quali presieduta dai dirigenti dei diversi settori, “mentre i quattro componenti che si alternano nelle sei commissioni sono i quattro assistenti sociali”.

Ma “questi quattro assistenti sociali negli anni precedenti al 2018  - sostengono i Cinque stelle - hanno prestato servizio a tempo determinato nel settore servizi sociali”. Inizialmente inquadrati con contratti di collaborazione, questi a partire dall’1 marzo 2018 sono stati assunti a tempo indeterminato o stabilizzati. “L'analisi dei curriculum vitae dei quattro assistenti sociali (reperibili nella sezione tutto - gare del Comune di Brindisi)  - affermano ancora i pentastellati - conferma l'iter descritto del loro percorso lavorativo in qualità di assistenti sociali ma emerge anche che alcuni di essi hanno avuto rapporti di lavoro con le cooperative che ad oggi gestiscono alcuni servizi per l'AmbitoBr/1”. 

Facendo riferimento anche alla sentenza n. 6299 del 7 novembre 2018, dunque, i Cinque stelle sostengono che “almeno tre dei sei bandi appaiono illegittimi”. 

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