Cronaca

Sisma: il grande lavoro dei vigili del fuoco e della Protezione civile di Brindisi

I vigili del fuoco di Brindisi e i volontari della Protezione civile del Brindisino, partiti i primi di novembre scorso alla volta del Centro Italia stanno lavorando ininterrottamente per riportare un po' di normalità alle popolazioni devastate dal sisma

BRINDISI – Recupero beni, verifiche di immobili, rimozione ostacoli, messa in sicurezza di tetti o comignoli, sorveglianza nelle tende, sopralluoghi vari, censimenti degli sfollati e molto altro. I vigili del fuoco di Brindisi e i volontari della Protezione civile del Brindisino, partiti i primi di novembre scorso alla volta del Centro Italia stanno lavorando ininterrottamente per riportare un po’ di normalità alle popolazioni devastate dal sisma. Ci sono paesini sperduti distrutti dove ancora nessuno è riuscito a mettere mani. E la terra continua a tremare.

Diverse squadre dei vigili del fuoco di Brindisi, del comando provinciale, dei distaccamenti di Ostuni e Francavilla Fontana e un’altra dell’aeroporto (9 uomini in tutto) sono partite per Ascoli Piceno intorno alla mezzanotte del due novembre, all’alba del giorno successivo è partita un squadra della Protezione civile di San Pietro Vernotico, Luigi Panico e Gianpiero Palazzo, e successivamente i volontari della Protezione Civile Brunda di Brindisi Tommaso Marsella e Rino Margherita. Si lavora sodo, senza sosta e mettendo a rischio la propria vita. C’è molto da fare e la situazione purtroppo peggiora ogni giorno di più perché le continue scosse di terremoto provocano crolli di edifici già pericolanti.

vigili del fuoco nel terremoto-2

I vigili del fuoco brindisini stanno operando a Montemonaco e Montefortino, paesini di montagna dove vivono poche centinaia di persone, e frazioni vicine. Posti sperduti dove la popolazione non aveva ancora visto le facce dei soccorritori. Dove gli effetti personali sono ancora sotto le macerie. I tetti spioventi di case ed edifici presentano buchi con tegole pericolanti, i comignoli sono crollati. Va messo tutto in sicurezza e dove è possibile ricreata la copertura. Da ieri, sabato 5 novembre, invece, le operazioni di soccorso sono rese più difficili dalle raffiche di vento molto forti e si rende necessario anche rimuovere ostacoli e rami pericolanti. Un lavoraccio che inizia di giorno e finisce di sera. Senza turni. Un lavoraccio che va precisato i vigili del fuoco fanno con grande passione. Peccato che lo Stato, come è stato più volte ribadito dai sindacati di categoria del Brindisino, attraverso comunicati stampa e scioperi, non riconosce tutti i diritti che spettano a questa fascia di lavoratori, che mettono a rischio la propria vita per quella degli altri. Più volte è stato ribadito e urlato attraverso megafoni che si tratta del Corpo meno retribuito e senza tutele previdenziali rispetto agli altri corpi dello Stato, ma soprattutto lavora con mezzi obsoleti. Troppo vecchi rispetto alla mole di lavoro che devono affrontare. Quelli stessi mezzi, ormai sempre più inefficienti, hanno raggiunto le zone del terremoto. Per fortuna il personale è altamente qualificato e competente.

I volontari della Protezione civile di San Pietro Vernotico si trovano invece a Matelica in provincia di Macerata. Lavorano nelle tende, su turni di sei ore, si occupano della sorveglianza evitando che negli accampamenti entri gente non autorizzata. Nelle ore “libere” affiancano i tecnici comunali e altri funzionari durante i sopralluoghi. I volontari della Brunda, anch’essi a Matelica, infine, si stanno occupando delle operazioni di censimento degli sfollati. E’ già pronta a partire una seconda squadra coordinata da Gianni Maggio: il 12 novembre raggiungerà la località di Torino del Tronto in affiancamento al centro operativo comunale per tutte le attività previste dai piani operativi di intervento.

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