Cronaca

Spaccate e spaccio di stupefacenti: come è scattata l'operazione "Ariete"

Coinvolte 19 persone, accusate di nove furti commessi nel 2019. Le indagini dei carabinieri sono partite da un colpo a Torchiarolo e hanno ricostruito le dinamiche del gruppo

BRINDISI – Non solo spaccate, ma anche spaccio di stupefacenti. E' stata sgominata all'alba – di oggi, sabato 19 dicembre 2020 – una rete di 19 persone, accusate a vario titolo di furto in danno di esercizi commerciali e sportelli automatici bancari e postali del Brindisino e del Leccese, consumati o tentati nel 2019, nonché dei furti di autovetture e dello spaccio di droga di vario tipo. E' l'operazione “Ariete”, condotta dai carabinieri della Compagnia di Brindisi, coadiuvati dallo squadrone eliportato “Cacciatori di Puglia” e dall'unità cinofila del nucleo di Modugno (Bari). I militari hanno dato esecuzione a un'ordinanza di misura cautelare disposta dal gip del Tribunale di Brindisi Vittorio Testi, su richiesta del pm Antonio Negro. Il blitz si è svolto a Brindisi, Cerignola e Reggio Calabria.

Gli indagati sono quasi tutti di Brindisi città, a eccezione di due soggetti originari di Cerignola, nel Foggiano, uno dei quali già detenuto nel carcere di Reggio Calabria. Un altro indagato si trovava già in regime di arresti domiciliari. Gli indagati condotti in carcere sono sette: i brindisini Cosimo Catalano, 38 anni; Ottavio De Sanctis, 50 anni; Massimiliano Livera, 23 anni; Cosimo Papa, 35 anni; Andrea Petrachi, 26 anni; Marco Petrachi, 33 anni; infine, c'è Luigi Direda, 28 anni, originario di Cerignola, raggiunto nel carcere di Reggio Calabria dall'ordinanza di custodia cautelare. Sono attualmente ristretti ai domiciliari i brindisini: Luca Carriero, 28 anni; Cosimo Curto, 68 anni; Francesco Curto, 34 anni; Marco Curto, 36 anni; Anthony D'Agnano, 22 anni; Dorina Ferente, 36 anni; Luigi Lorenzo, 34 anni; Irene Margherito, 50 anni; Maurizio Ostuni, 46 anni; Andrea Schena, nato a Mesagne, 23 anni; Danilo Zaccaria, 28 anni; infine il nativo di Cerignola, Matteo Dimonte, 29 anni. 

operazione ariete brindisi carabinieri-2

Le dinamiche sono state illustrate oggi durante una video-conferenza dei carabinieri di Brindisi. I soggetti stabili che effettuavano materialmente le spaccate erano due, poi i complici variavano in base all'attività del sodalizio. Le attività principali erano in danno negozi di abbigliamento, profumerie e in un caso anche di uno sportello bancomat Atm. Il modus operandi era rodato e collaudato. Prima avvenivano i furti di autovetture nella città di Brindisi. Si preferivano auto di grossa cilindrata, veloci e dai portabagagli capienti. Con quei mezzi venivano svolti i sopralluoghi presso le attività commerciali prese di mira. Poi, il colpo vero e proprio veniva effettuato in genere con una Bmw.

Grazie all'ausilio di mazze, piedi di porco e bastoni – e in qualche occasione anche di materiale esplodente, la cosiddetta “marmotta” – venivano distrutte le saracinesche o le vetrine degli esercizi commerciali. Poi veniva asportata la refurtiva, immessa successivamente nei canali illegali, attraverso la ricettazione. Venivano utilizzati anche chiodi a quattro punte per impedire l'inseguimento da parte delle forze dell'ordine. Accertato anche l'impiego di jammer, ricevitori radio per intercettare le comunicazioni radio delle forze di polizia.

Le indagini sono partite grazie a un colpo effettuato nel maggio 2019 presso un Punto Snai a Torchiarolo. In quell'occasione vennero portate via due slot machine, poi ritrovate dai carabinieri. E' grazie a questo episodio che è partita l'operazione “Ariete”. I militari hanno ricostruito in totale nove episodi, avvenuti tra maggio e luglio 2019, tra i quali anche il tentato colpo a un bancomat a Cisternino. La banda non agiva mai a Brindisi. Le altre spaccate sono state effettuate a Torchiarolo, Fasano, Aradeo e Maglie, nel Leccese. 

Poi, durante l'estate del 2019, gli inquirenti hanno accertato che la banda si è data a un altro, redditizio business. Se con le spaccate sono riusciti a raccogliere un bottino che si aggira intorno ai 30mila euro, grazie all'attività di investigazione e di intercettazioni i militari hanno compreso che il gruppo si sarebbe inserito nello spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno evidenziato collegamenti con contesti malavitosi non locali. Si parla di Cerignola e Lecce. E' nelle due città pugliesi che gli indagati si sarebbero riforniti di stupefacente, hashish, cocaina e marijuana. Poi la droga veniva immessa nelle piazze di spaccio. In alcuni casi gli indagati avrebbero ricorso anche a metodi estorsivi per esigere il pagamento da parte degli assuntori di stupefacente, in caso di eventuali ritardi. 

L'attività di indagine, inoltre, ha permesso di sequestrare, in diverse circostanze, circa 15 chili di hashish, 500 grammi di marijuana e 10 grammi di cocaina; accertare il possesso di ulteriori circa 5 chili di hashish, 2 chili di marijuana e 20 cessioni di cocaina; arrestare in flagranza di reato tre soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; indagare altre quattro persone per il reato di ricettazione di alcuni capi di abbigliamento derubati; inibire alcune spedizioni punitive nei confronti di alcuni acquirenti di stupefacenti inadempienti nei pagamenti e vittime di ripetute minacce e ritorsioni.

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