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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Sabotaggi e dispetti alla collega: uno stalker senza movente. Ma ci sono indagini

Nove atti di danneggiamento in cerca di autore. Quasi sempre acqua sulla stampante e sulla presa elettrica. Nessuno screzio, nessuna ragione, almeno in apparenza, che spieghi il vandalismo gratuito. E naturalmente, all'inizio, nessun sospettato.

MESAGNE – Nove atti di danneggiamento in cerca di autore. Quasi sempre acqua sulla stampante e sulla presa elettrica. Nessuno screzio, nessuna ragione, almeno in apparenza, che spieghi il vandalismo gratuito. E naturalmente, all’inizio, nessun sospettato. La vittima dei ripetuti atti di “sabotaggio” dell’apparecchiatura informatica non aveva minimamente idea di chi potesse avercela con lei fino alla “persecuzione”. Ha segnalato ogni singola azione e conseguenza al suo capo, la dirigente del settore Mercato del lavoro della Provincia, e sono partite le denunce.

Soluzione in extremis, unica soluzione per svelare il mistero, era piazzare delle telecamere sulla postazione della vittima, presso il Centro per l’impiego di Mesagne. L’hanno ingegnata gli investigatori della Digos di Brindisi, diretti dal vicequestore Vincenzo Zingaro, il pm ha dato l’ok.

L’attività di monitoraggio ha dato esito positivo. Inizialmente ha rilevato alcuni tentativi di manomissione falliti per problemi tecnici, poi il 14 giugno 2013 la conferma: un individuo entra all’interno del box in cui si trova la postazione della donna, si avvicina e utilizzando una bottiglia in plastica versa un liquido, acqua, sia sulla stampante che sulla scrivania. Chi è costui? Primo passo la descrizione fisica: una camicia a maniche corte, bianca, pantaloni scuri. Età apparente 55-60 anni, alto non più di 1 metro e 75 centimetri. Capelli bianchi. E un particolare che ha fatto la differenza: un orologio con cinturino in metallo di colore grigio.

Il 14 e il 21 agosto, due nuovi episodi: le foto dei figli imbrattate con inchiostro blu. Effettivamente nei filmati si scorge una persona che alle 7.43 del mattino va nel box, e armeggia con qualcosa che non si riesce a visionare bene. Il primo ottobre ancora acqua sulla stampante. Alla fine è stato identificato. Si tratta di P.G, 65 anni, di Torre Santa Susanna, difeso dall’avvocato Cosimo Lodeserto, in servizio presso lo stesso Centro per l’impiego di Mesagne.

Vincenzo ZingaroIl gip Paola Liaci ha firmato l’ordinanza che dispone il divieto di avvicinamento alla vittima, ritenendo che sebbene siano due gli episodi direttamente attribuibili all’uomo, “l’intero modus operandi rafforza il sospetto che anche degli altri atti sia responsabile la stessa persona, che ha preso di mira la collega per motivi allo stato oscuri e che ha intenzione di perpetrare la sua attività illecita, attesa la reiterazione di tali condotte, anche a breve distanza di tempo”.

E’ stalking, dunque, secondo l’accusa. Impostazione condivisa dal giudice per le indagini preliminari. Non vi sono conseguenze per l’uomo dal punto di vista professionale, se non per un ovvio trasferimento che dovrà necessariamente essere deciso, visto che i divieto di avvicinarsi alla vittima impone all’indagato di restare a distanza di almeno 300 metri dalla donna.

Per il pm Pierpaolo Montinario e il gip Paola Liaci “l’indagato ha dato prova di un’indole particolarmente incline all’uso della molestia e della minaccia come forma di coartazione psicologica” ponendo in essere pressioni “per limitare la sua libertà e tranquillità”. Le motivazioni? Oscure. Le chiarirà, forse, il 65enne al giudice, in occasione dell’interrogatorio di garanzia. 

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