Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Norman Atlantic: rispunta l'ipotesi Bari. Dubbi sulla copertura assicurativa del trasporto

Rispunta ora l’ipotesi Bari, dovuta tra l’altro all’ostinazione dell’Autorità portuale che non intende mettere a disposizione un’altra banchina del porto per proseguire con l’attività di ispezione, mezzo per mezzo, all’interno della Norman Atlantic

BRINDISI - Rispunta ora l’ipotesi Bari, dovuta tra l’altro all’ostinazione dell’Autorità portuale che non intende mettere a disposizione un’altra banchina del porto per proseguire con l’attività di ispezione, mezzo per mezzo, all’interno della Norman Atlantic: nuovi accertamenti sulla navigabilità si stanno infatti conducendo a Brindisi, sul traghetto ormeggiato a Costa Morena Nord, per verificare se sia praticabile l’ipotesi già avanzata subito dopo l’arrivo di un trasferimento del relitto nel porto di Bari.

Le ispezioni a bordo procedono a rilento proprio in attesa che i tecnici delegati dalla procura di Bari, di concerto con gli ispettori del Rina, con la Capitaneria di porto e l’Autorità portuale di Brindisi, stabiliscano se sia possibile rimorchiare la nave, anche alla luce del fatto che durante le operazioni di messa in sicurezza è stato possibile verificare che non c’è stato incendio nei ponti inferiori in cui si trova il garage. Il reperimento di un altro approdo è indispensabile per procedere con la rimozione dei mezzi che sono ancora all’interno della Norman Atlantic, andato a fuoco nel Canale d’Otranto il 28 dicembre scorso, e proseguire più dettagliatamente le ricerche di eventuali corpi rimasti all’interno. L’Autorità portuale di Brindisi ha espresso contrarietà alla permanenza a Brindisi del relitto: Dubbi di natura tecnica permangono in merito ai rischi che potrebbe comportare un nuovo trasporto e sono in corso valutazioni sui costi dello stesso.

L’attività investigativa intanto prosegue: la procura di Bari avrebbe intenzione di disporre un accertamento tecnico irripetibile per verificare se l’ostruzione dei bocchettoni di aspirazione dell’acqua marina, su cui i sub hanno rilevato la presenza di cozze e incrostazioni, sia stata causa di problemi di funzionamento dell’impianto antincendio.

Intanto, a quanto si apprende dalla stampa specializzata, spunta Palermo come ipotesi di destinazione finale del traghetto Norman Atlantic. E in particolare lo stabilimento Fincantieri. Dovranno esprimersi i periti incaricati dall’assicurazione, poi dipenderà dalla volontà dell’armatore, Carlo Visentini. Ma solo una volta concluse le attività investigative delegate dalla procura sulla nave. L’alternativa è Ancona, il porto di destinazione della Norman Atlantic che il 28 dicembre era partito da Igoumenitsa proprio in direzione della città adriatica. Le ipotesi riguardano naturalmente il caso in cui la nave vada ricostruita come accadde per il Vincenzo Florio della compagnia Tirrenia.  Per un’eventuale demolizione la stampa di settore indica come unico stabilimento utile a effettuare operazioni  di smantellamento quello di San Giorgio del Porto, a Genova. L’approdo più agevole sarebbe quindi la Turchia.

Per il momento l’urgenza è trovare una banchina che consenta di aprire il portellone posteriore e rimuovere tutti i mezzi carbonizzati per andare avanti con le ricerche dei dispersi. L’Authority di Brindisi scuote il capo, sulla fattibilità di un rimorchio verso Bari ci sono problematiche da affrontare non di poco conto: un’attenta valutazione dei rischi, in primo luogo, e poi una stima dei costi e l’individuazione del soggetto che dovrà sostenerli. 

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