"Falsi braccianti agricoli": 34 denunce, truffa da 200mila euro

Sotto inchiesta anche un imprenditore: verifiche dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi, in collaborazione con personale ispettivo dell'Inps

BRINDISI - "Falsi braccianti agricoli", con conseguente truffa ai danni dello Stato per 200mila euro, somma indebitamente percepita a titolo di prestazioni previdenziali e assistenziali: un imprenditore agricolo di Brindisi e 33 persone, fittiziamente impiegate nel settore, sono state denunciate a conclusione delle indagini coordinate dalla Procura nell'ambito delle azioni di contrasto al lavoro nero.  

L'inchiesta

Carabinieri del NilDiciannove sono donne, alle quali spetta anche la corresponsione dell'indennità di maternità. Ventidue denunciati hanno già pregiudizi di polizia. Le verifiche sono state delegate  ai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi, in collaborazione con il personale ispettivo dell’Inps e sono andate avanti per otto mesi. In questo lasso di tempo sono stati condotti accertamenti nei venti comuni della provincia con il coinvolgimento delle stazioni Carabinieri delle quattro compagnie appartenenti al comando , ovvero quelle di Brindisi, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Fasano.

L'imprenditore

Nelle maglie dell'inchiesta, anche un uomo di 33 anni di Brindisi, titolare e legale rappresentante di un’azienda operante nel settore agricolo: è accusato di "truffa ai danni dello Stato con i 34 falsi braccianti". "Con artifizi e raggiri, attraverso la produzione all’Inps, nella denuncia aziendale, di falsi contratti di affitto di terreni agricoli all’insaputa dei legittimi proprietari", stando all'impostazione accusatoria avrebbe "determinato un aumento esponenziale della superficie aziendale coltivata", con "aumento delle giornate agricole per la conduzione degli stessi e quindi di forza lavoro".

Il meccanismo e la truffa contestata

"A ogni appezzamento di terreno corrisponde per legge una quantità di giornate lavorative determinate a seconda della coltura praticata per cui è ammesso il contributo", spiegano in carabinieri. "Questo meccanismo ha consentito agli indagati di conseguire indebitamente - senza aver mai prestato alcuna giornata lavorativa - il diritto a prestazioni previdenziali e assistenziali altrimenti non dovute, erogate dall’Inps, facendo altresì ottenere agli stessi (falsi) braccianti agricoli la costruzione artificiosa di una posizione assicurativa, finalizzata a garantire una futura pensione non spettante".

L'ascolto dei testimoni

"A tal scopo, si è proceduto all’identificazione e all’escussione testimoniale degli ignari proprietari di appezzamenti agricoli, i quali hanno dichiarato di non aver mai affidato la conduzione dei loro terreni all'imprenditore". proseguono i militari. in relazione agli anni 2017 e 2018, sono stati recuperati contributi previdenziali e assistenziali, nonché indennità di disoccupazione agricola, maternità e malattia per un importo complessivo pari a 200mila euro.

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