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L'immobile in via Sele

L'immobile in via Sele

Immobile confiscato in contrada Chiodi diventa alloggio sociale

La struttura accoglie adulti in difficoltà: trasferite le famiglie che vivevano nella scuola di via Sele. Per quell'occupazione 24 indagati

BRINDISI – Una villa confiscata in contrada Chiodi diventa alloggio sociale per adulti che vivono in condizioni di fragilità: l’immobile, confiscato a persone condannate in via definitiva per contrabbando, ospita le famiglie che nei mesi scorsi avevano occupato la vecchia scuola di via Sele.

La villa

La nuova destinazione del compendio immobiliare è stata decisa dall’Amministrazione comunale ed è diventata effettiva da qualche giorno, essendoci già stata una delibera della Giunta su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Isabella Lettori, e dello stesso sindaco Riccardo Rossi.

Il provvedimento è stato adottato lo scorso 26 giugno, dopo un dialogo con la Prefettura di Brindisi, anche tenuto conto della situazione che si era venuta a creare in via Sele. La vecchia scuola, come si ricorderà, era finita sotto sequestro lo scorso 22 febbraio per effetto del decreto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale.

Il sequestro e gli avvisi di garanzia

I sigilli erano stati apposti a scopo preventivo, al piano terreno, al primo e al secondo piano dello stabile che per anni ha ospitato la scuola elementare del quartiere. Contestualmente gli agenti della polizia locale hanno notificato ai componenti delle famiglie che di fatto vivevano in quelle stanze un avviso di garanzia per contestare l’”invasione di edifici” e il  “deturpamento e l’imbrattamento di cose altrui”. Ad oggi gli indagati sono 24, tutti a rischio di processo nel caso in cui il pubblico ministero titolare del fascicolo dovesse esercitare l’azione penale a conclusione della fase delle indagini preliminari.

La Giunta

Il procuratore aggiunto il 27 marzo scorso ha “restituito provvisoriamente alcune porzioni dell’immobile occupato” sino al 30 giugno, di fronte all’impegno assunto dal Comune per “realizzare in città un centro di ricovero comunale per i soggetti in stato di particolare fragilità sociale”. In questa direzione, l’Ente alla fine dello scorso mese di maggio ha “deliberato in Giunta di risolvere il contratto con la cooperativa Alveando di Francavilla Fontana”, con il quale l’11 ottobre 2018 furono “concessi a titolo oneroso gli immobile di proprietà comunale in via Ticino e in contrada Chiodi, da destinare a comunità educative per il ricovero di minori stranieri non accompagnati”.

Nel contempo, “attesa l’emergenza di reperire idonea sistemazione ai cittadini che ancora occupano l’edificio di via Sele e che, come accertato dal servizio sociale professionale di questo Comune, giuste relazioni trasmesse alla Prefettura il 14 giugno 2019, vivono una condizione di preoccupante fragilità sociale, stabilire di trasferire i cittadini presso la struttura in contrada Chiodi, nelle more dell’attivazione definitiva della struttura quale alloggio sociale per adulti in difficoltà”. Quelle famiglie adesso hanno una sistemazione, ma restano sotto inchiesta.

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