Cronaca

Xylella, da Mariano e Capone l'ok al nuovo piano del Governo

“Contro l’emergenza Xylella ripartiamo dal Piano del Governo illustrato ieri a Bruxelles dal Ministro Martina”, gli onorevoli Salvatore Capone ed Elisa Mariano, parlamentari Pd della Puglia, intervengono sull’incontro del Ministro delle Politiche Agricole con il Commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis

BRINDISI - “Contro l’emergenza Xylella ripartiamo dal Piano del Governo illustrato ieri a Bruxelles dal Ministro Martina”, gli onorevoli Salvatore Capone ed Elisa Mariano, parlamentari Pd della Puglia, intervengono sull’incontro del Ministro delle Politiche Agricole con il Commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis. Tema centrale della riunione è stata la gestione dell’emergenza Xylella fastidiosa, che ha colpito le province di Lecce e Brindisi. Sono state avanzate alcune proposte tra cui istituzione dell’area indenne da Xylella per tutto il territorio nazionale tranne le zone già interessate, anche sulla base delle evidenze emerse da oltre 17.186 controlli e 13.766 analisi di laboratorio effettuate nel 2015 nelle Regioni italiane, ad esclusione dei controlli e delle analisi effettuati nella Regione Puglia; attivazione operativa a livello nazionale del passaporto delle piante.Elisa Mariano

“Al netto delle eradicazioni su cui già in passato molti di noi si erano dimostrati contrari”, proseguono Salvatore Capone ed Elisa Mariano, “le quattro linee di lavoro illustrate dal Ministro Martina sono ampiamente condivisibili. Ancora una volta, il Governo e il Ministro dimostrano enorme attenzione su questo tema e grande determinazione ad andare avanti nel contrasto. La conferma è proprio nella decisione di potenziare il numero degli ispettori fitosanitari da 35 a 135, nella decisione di intensificare le azioni di contrasto agli stadi giovanili dell’insetto, in quella di intensificare le buone pratiche agricole e di conseguenza anche all’eliminazione di tutte le piante ospiti presenti lungo strade, fossati, canali, per una opera di necessaria cura e pulitura e nella volontà indiscutibile di attuazione del Piano di ricerca che contemplerà, come più volte da noi richiesto, la realizzazione di campi sperimentali.
Quello di ieri era un confronto delicato e il nostro Governo ha dato all’Europa le garanzie necessarie circa la minaccia di una espansione incontrollata dell’epidemia.

Avviare il Programma di ricerca e contemporaneamente procedere d’intesa con l’Europa alla costituzione di un gruppo scientifico di alto livello per una valutazione ulteriore delle attività svolte e da svolgere, è adesso quanto mai urgente e improcrastinabile perché solo così potremo capire a fondo i meccanismi esatti di diffusione del contagio e la natura della patologia che ha colpito gli ulivi salentini e, insieme, monitorare l’esito delle azioni.

Ed è urgente affrontare i disagi enormi delle aziende vitivivastiche e vivaistiche, già ridotte allo stremo e colpite nei giorni scorsi dall’ennesimo divieto: Ulivo colpito dalla Xylella fastidiosa-2quello di commercializzare le rose. Nei prossimi giorni torneremo a incontrare il Ministro Martina per verificare se non sia possibile, in accordo con l’Europa, derogare nel solo territorio salentino al blocco delle vendite di piante dei vivai, e per affrontare nel modo migliore l’emergenza ancora legata al settore vitivivaistico. Ci auguriamo naturalmente che l’Europa e la Commissione accolgano positivamente il Piano del Governo, perché non un minuto di più vada perduto nell’attuazione dello stesso”.

Non approva il piano, invece, il consigliere regionale e agronomo Cristian Casili: "Le proposte del Ministro Martina presentate a Bruxelles confermano l’inefficienza e inadeguatezza del Governo nella gestione del disseccamento degli ulivi salentini. Nessuna novità contenuta nel piano di azione alternativo presentato ad Andriukaitis. Nessun passo avanti, quindi, se non abdicare agli abbattimenti degli ulivi già congelati a seguito del sequestro della Magistratura leccese. Mi chiedo se almeno questa volta ci ascolteranno per tempo o se come già accaduto con il piano Silletti, dovranno prima distruggere il nostro territorio in attesa che intervenga la magistratura a confermare le nostre tesi”.

Intanto le agenzie di stampa rilanciano una notizia che riguarda la presenza di altri 63 parassiti che minacciano le piante e le colture italiane. Di seguito un articolo pubblicato dall’Ansa. Il riscaldamento globale sta facilitando il 'trasloco' di miriadi di specie, inclusi parassiti killer di piante e colture, che non si limitano alla Xylella degli olivi pugliesi. A lanciare l'allerta, con una lista nera dei 63 patogeni più pericolosi a livello europeo, è Agroinnova, il centro di competenza per l'innovazione nel campo agro-ambientale dell'Università di Torino e capofila del progetto Plantfoodsec, finanziato da fondi Ue. "I cambiamenti climatici per l'Italia avranno un impatto negativo: le minacce biologiche saranno più frequenti e più probabili" spiega Maria Ludovica Gullino, docente di patologia vegetale dell'Università di Torino e direttrice di Agroinnova.

"Gli attacchi di alcuni funghi - racconta l'esperta - come la 'Peronospora belbahri', devastante per il basilico, o la peronospora della vite, i funghi del Un ulivo a rischio Xylella-2terreno e le ruggini del grano, aumenteranno di gravità e saranno più precoci". A indicarlo sono i test condotti nei 'fitotroni' del centro torinese, una sorta di stanze-macchina del tempo, "dove abbiamo potuto verificare gli effetti dell'aumento delle temperature sulle piante, dalle insalate agli alberi, come i pioppi" racconta Gullino. Per correre ai ripari da subito e dare una mano nella lotta contro la crescente minaccia dei parassiti killer, "con il progetto Plantfoodsec abbiamo creato modelli di analisi del rischio saggiati su oltre 100 scenari possibili, che incrociando decine di parametri, fra cui la temperatura, possono dare informazioni preziose" spiega la direttrice di Agroinnova.

In ballo secondo il progetto Ue ci sono 21 colture strategiche per l'Europa, fra cui alcune cruciali per l'Italia come la vite, le olive da olio, pomodori, lattuga, arance e girasoli. A queste gli italiani possono aggiungerne altre, dal riso alle piante ornamentali, queste ultime per loro natura sensibili a tanti parassiti e in arrivo da Paesi terzi, spesso tropicali. Per evitare sorprese, il primo passo "è la diagnostica, la prevenzione a partire dai semi" afferma Gullino, che raccomanda di risanare quelli colpiti tramite una concia con metodi sostenibili già disponibili "come l'acqua o l'aria calda, gli oli essenziali o la combinazione di calore e oli, meno invasivi di quelli che si è invece costretti ad attuare successivamente in campo". Per affrontare i cambiamenti climatici infine "lo strumento da utilizzare è il miglioramento genetico, non necessariamente con transgenesi ma tramite l'incrocio con metodi tradizionali, specie per creare varietà di piante più resistenti a fenomeni come la siccità", conclude la direttrice di Agroinnova.

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