Cronaca

Ecografo rotto in radiologia diagnostica al Perrino, utenti esasperate

Ecografo e mammografo spesso non funzionanti e visite specialistiche rimandate, anche per più volte. Sala d'attesa e d'accettazione concentrate in un unico spazio, piccolo rispetto alla portata degli utenti, medici che devono eseguire gli accertamenti sui pazienti costretti in sale anguste

BRINDISI – Ecografo e mammografo spesso non funzionanti e visite specialistiche rimandate, anche per più volte. Sala d’attesa e d’accettazione concentrate in un unico spazio, piccolo rispetto alla portata degli utenti, medici che devono eseguire gli accertamenti sui pazienti costretti in sale anguste, dove i carrelli e le attrezzature quasi non ci stanno. Spostarsi da un lettino all’altro diventa un’impresa. E’ questo quello che accade nel reparto di radiologia diagnostica dell’ospedale Perrino di Brindisi quasi tutti i giorni. E i disagi che scaturiscono da questa situazione aumentano il martedì e il giovedì quando vengono eseguite anche le biopsie mammarie.  ecografo-2

Oggi, giovedì 28 gennaio, è stato uno di quei giorni. Da bollino nero. Corridoio intasato e pazienti esasperate, stanche di aspettare. Medici fuori di testa. Ancora una volta l’ecografo era rotto, non si accendeva (nonostante fosse stato in riparazione fino a martedì, spiegava qualcuno nel corridoio). Gli infermieri hanno dovuto peregrinare per l’ospedale alla ricerca di un altro ecografo. C’erano pazienti “rimandate” già diverse volte sempre perché il macchinario era rotto, non si poteva rinviarle ad altra data. Anche perché si tratta di esami che servono per diagnosticare il cancro al seno e rimandare a data da destinarsi non è proprio il caso. Professionalità d’eccellenza, in grado di eseguire 20 biopsie mammarie in un solo giorno ma che devono fare i contri con strumentazioni anche datate, sul personale sanitario non c’è nulla da dire ma su come è costretto a lavorare, nel 2016, ci sarebbe da scrivere un romanzo. L'irritazione per queste situazioni si legge negli occhi di infermieri, medici e personale sanitario che spesso devono fare salti mortali per non mandare a casa gli utenti senza aver eseguito gli esami, sempre perché si tratta di esami delicati che potrebbero decretare il futuro di una donna.

Oggi per evitare che le pazienti che dovevano sottoporsi ad alcuni esami dove serviva l’ecografo ricevessero, alcune per la terza volta, la notizia che dovevano tornare un altro giorno si è dovuto prendere in prestito l’ecografo del reparto di radiologia, che per fortuna in quel momento non serviva ad altri medici. Altrimenti si sarebbe dovuti ripiegare su quello in uso al Pronto soccorso, datato e non in grado di eseguire indagini diagnostiche più dettagliate. Non idoneo per il reparto di radiologia diagnostica. Ma sempre se era disponibile. Mattinata movimentata, quindi, quella di oggi per chi si è ritrovato a doversi sottoporre a questo genere di esami. Il bilancio della giornata si è chiuso in negativo, l’ecografo resta rotto ma per fortuna domani è venerdì. Dovrebbe esserci meno affluenza. Forse la riqualificazione dell’ospedale Perrino di Brindisi dovrebbe partire da questi reparti, dove medici e infermieri lavorano per salvare la vita delle persone. La prevenzione è l’unico strumento per salvarsi da alcune malattie, ma senza strumenti idonei si rischia grosso. Non si possono usare  ecografi o mammografi obsoleti e che sono quasi sempre rotti.

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