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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

Pienone per il Palinuro: tanta gente in coda, molte le famiglie

Centinaia di brindisini, e di gruppi arrivati anche dalla provincia, in fila nel pomeriggio per visitare la nave scuola Palinuro della Marina Militare, approfittando della finestra meteo senza pioggia. Proprio il temporale ieri, sabato, aveva fatto saltare i piani di tanta gente che voleva salire a bordo della goletta, all'ormeggio alla banchina Dogana da venerdì

BRINDISI – Centinaia di brindisini, e di gruppi arrivati anche dalla provincia, in fila nel pomeriggio per visitare la nave scuola Palinuro della Marina Militare, approfittando della finestra meteo senza pioggia. Proprio il temporale ieri, sabato, aveva fatto saltare i piani di tanta gente che voleva salire a bordo della goletta, all’ormeggio alla banchina Dogana da venerdì. Quindi, oggi l’ultima occasione dalle 16 alle 18, e si sono presentati in tanto, formando una coda già prima dell’orario stabilito, per non perdere l’occasione di fare un giro in coperta su una delle unità più fascinose della nostra flotta.

Tra i visitatori del palinuro, numerose le famiglie-2Ufficiali e sottufficiali dell’equipaggio si sono prodigati per fornire spiegazioni e risposte alle tante domande, alcune generiche, altre più specifiche (“quanto riesce a stringere di bolina?”, “quanti uomini servono alla ruota del timone con vento e mare impegnativi?”, “quanti nodi fa a vela?”). Certamente, una cosa che ha colpito tutti, immaginiamo, è stata la cura nel tenere lucidati a specchio e in perfetta efficienza ottoni e attrezzature di coperta che si trovano sul Palinuro sin dal giorno del varo in un cantiere francese di Nantes, nel 1934, con il nome di "Commandant Louis Richard".

“Fino all’inizio del secondo conflitto mondiale la nave, di proprietà di una società privata francese – si legge nella scheda ufficiale dell’unità -, fu destinata al ricco commercio della pesca e del trasporto del merluzzo nei Banchi di Terranova. Al termine del secondo conflitto mondiale la Marina Militare Italiana, a seguito della perdita della nave scuola Cristoforo Colombo (gemella dell'Amerigo Vespucci), consegnata alla ex Unione Sovietica quale risarcimento dei danni di guerra, si interrogò sulla necessità di continuare ad addestrare i propri equipaggi sulle grandi navi a vela”.

Visitatori in coperta-2La decisione fu quella di mantenere la vela a base della formazione professionale di ufficiali e sottufficiali dei futuri equipaggi, e nel 1950 il Palinuro fu acquistato dalla Marina Militare Italiana che la sottopose a sostanziali modifiche per farne una delle sue navi scuola, che entrò in servizio il 16 luglio del 1955. Da allora, la nave-goletta che porta a prua la polena raffigurante il famoso nocchiero citato nell’Eneide di Virgilio, non ha mai interrotto l’attività in Mediterraneo e in altri mari del mondo.

Tante famiglie, oggi pomeriggio, in fila per salire “sulla nave dei pirati”, come ripetevano eccitati alcuni bambini. Un giro tra coperta e cassero di poppa, dove si trova molto arretrata la timoneria che è stata aperta per mostrare il punto nevralgico della nave. Una posizione che ricorda le origini di goletta da lavoro del Palinuro, tra strumenti, argani e bussole che sono veri cimeli, e che convivono con radar, Gps e altri equipaggiamenti irrinunciabili per navigare in totale sicurezza nella nostra epoca, e con cui i sottufficiali della Marina devono prendere totale confidenza prima di diventare parte di equipaggi operativi.

Il Palinuro alla banchina Dogana-2Il Palinuro ha quasi terminato la sua crociera di addestramento del 2014, manca solo la tappa di Messina, poi il rientro alla base di La Spezia dopo cinque mesi di navigazione prima con i giovani allievo del Collegio navale “Morosini” di Venezia, poi con quelli della scuola sottufficiali della Marina Militare di Taranto, ed ora con i giovani della Lega Navale Italiana e di altre associazioni veliche.

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