Cronaca

Un brindisino coinvolto nell'operazione anti-'ndrangheta

Si tratta di un 33enne accusato di spaccio di stupefacenti. I carabinieri hanno arrestato 49 persone in Calabria e nel resto d'Italia

BRINDISI - Questa mattina (18 gennaio) alle prime luci dell'alba è scattato un blitz in Calabria e in altre regioni italiane. I carabinieri hanno eseguito 49 arresti. Tra i soggetti raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare c'è anche il brindisino Teodoro Montenegro, 33 anni, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. E' l'operazione "Faust", condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri. I militari hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale del capoluogo - sezione gip - nei confronti di 49 persone, ritenute responsabili, in particolare di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione illegale di armi, tentato omicidio, usura e procurata inosservanza di pena.

MONTENERGO Teodoro classe 1987-2

Le indagini sono partite nel 2016, condotte dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, assieme ai reparti territoriali della Piana di Gioia Tauro, dirette inizialmente dal sostituto procuratore Adriana Sciglio e successivamente dal sostituto procuratore Sabrina Fornaro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Gaetano Calogero Paci. Al centro delle indagini, la cosca Pisano, conosciuti come "i diavoli di Rosarno". Nel corso delle indagini sono state appurate le convergenze criminali tra la cosca e altre 'ndrine della provincia di Reggio Calabria. I loro affari e le loro conoscenze spaziavano fuori dalla Calabria, andando a toccare anche Campania e Puglia, stringendo rapporti con la Sacra Corona.

Uno dei business principali della cosca era il narcotraffico: l'indagine ha permesso di ricostruire le vie della droga, partendo dall'hub portuale di Gioia Tauro. Lo stupefacente veniva smerciato grazie ai contatti con altri sodalizi criminali anche fuori regione. Il denaro frutto del narcotraffico, veniva reimpiegato nell'usura. In questo modo la cosca e i soldi sporchi inquinavano l'economia legale. Così gli esponenti della cosca arrestati oggi riuscivano a controllare diverse realtà imprenditoriali operanti sul territorio. Inquinavano anche la politica locale: i carabinieri hanno documentato pressioni e ingerenze sugli organi di vertice dell'Amministrazione locale, mediante il controllo e la guida delle campagne elettorali nell'ultima competizione comunale di Rosarno. Infatti il sindaco della città è attualmente ai domiciliari, arrestato nell'ambito dell'operazione "Faust". Gli arresti sono stati compiuti a Rosarno, Polistena, nonché nelle province di Messina, Vibo Valentia, Salerno, Matera, Brindisi, Taranto, Alessandria e Pavia.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un brindisino coinvolto nell'operazione anti-'ndrangheta

BrindisiReport è in caricamento