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Cosimo Damiano Vasile, la vittima

Cosimo Damiano Vasile, la vittima

Brindisino ucciso in un agguato

TORINO - Il linguaggio della malavita è universale, le modalità d'azione sono le stesse, quale che sia lo sgarro, nel profondo Sud come alle pendici delle Alpi. La lezione, una scarica di piombo, è toccata a un brindisino di 48 anni, Cosimo Damiano Vasile, residente da tempo a Chivasso, giustiziato a Torino, in via Taranto sabato sera. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine perché coinvolto in inchieste sugli affari della 'ndrangheta, era in auto con la moglie che è stata raggiunta all'addome dai colpi partiti da un fucile caricato a pallettoni, a quanto pare un'arma a canne mozze.

TORINO - Il linguaggio della malavita è universale, le modalità d'azione sono le stesse, quale che sia lo sgarro, nel profondo Sud come alle pendici delle Alpi. La lezione, una scarica di piombo, è toccata a un brindisino di 48 anni, Cosimo Damiano Vasile, residente da tempo a Chivasso, giustiziato a Torino, in via Taranto sabato sera. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine perché coinvolto in inchieste sugli affari della 'ndrangheta, era in auto con la moglie che è stata raggiunta all'addome dai colpi partiti da un fucile caricato a pallettoni, a quanto pare un'arma a canne mozze.

Vasile è morto poco dopo l'arrivo al Pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco. I sicari, poi fuggiti via, hanno mirato al volto e hanno fatto drammaticamente centro. Le modalità sono senz'altro di tipo mafioso, ne sono convinti gli investigatori. Conducono le indagini i poliziotti della Squadra mobile della questura di Torino. Quanto a Vasile, in queste ore la sua vita viene passata ai raggi x.

Si stanno ricostruendo gli ultimi movimenti, le attività presenti e trascorse. I rapporti, le conoscenze. Si sa che nel 2011 fu arrestato in un operazione condotta in Trentino, che portò anche all'arresto del sindaco di Terlago per presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nella cosa pubblica. Insieme a lui un 46enne di Taurianova, provincia di Reggio Calabria. Il gruppo composto da sei persone, tutte accusate di concorso in tentata estorsione, avrebbe dovuto fare da apripista per l'approdo della malavita organizzata calabrese in Trentino.

Tornando ai fatti di sabato sera (ieri), la coppia sarebbe stata raggiunta dagli spari nei pressi di una pizzeria. La Scientifica sta accertando il numero complessivo delle cartucce esplose. I fatti si sarebbero verificati prima delle 22, quando l'uomo sarebbe stato accompagnato in ospedale a bordo delle sua autovettura. Era in fin di vita, nulla hanno potuto i medici del nosocomio torinese che i vece stanno tentando tutto il possibile per salvare la vita alla donna, Caterina Traversi di 28 anni, gravemente ferita da tre pallettoni.

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