British Gas, sentenza slitta al 13 aprile

BRINDISI - Slitta di un mese la sentenza per il primo iter autorizzativo del progetto British Gas di un rigassificatore a Brindisi Capo Bianco, che era prevista per oggi 16 marzo. Lo sciopero degli avvocati ha imposto un rinvio - considerati anche gli altri impegni del collegio - al 13 aprile. Si conoscerà perciò molto probabilmente prima del parere dei giudici, quello del Comitato tecnico regionale che si dovrà pronunciare sul nuovo Nulla osta di fattibilità (Nof) richiesto dalla controllata del gruppo inglese Brindisi Lng.

L'aula del processo British Gas

BRINDISI - Slitta di un mese la sentenza per il primo iter autorizzativo del progetto British Gas di un rigassificatore a Brindisi Capo Bianco, che era prevista per oggi 16 marzo. Lo sciopero degli avvocati ha imposto un rinvio - considerati anche gli altri impegni del collegio - al 13 aprile. Si conoscerà perciò molto probabilmente prima del parere dei giudici, quello del Comitato tecnico regionale che si dovrà pronunciare sul nuovo Nulla osta di fattibilità (Nof) richiesto dalla controllata del gruppo inglese Brindisi Lng.

Va ricordato che, intervenuti i termini della prescrizione per il reato di corruzione, restano in piedi altre imputazioni, principalmente quella di occupazione di area demaniale marittima, in base a cui i pm Giuseppe De Nozza e Silvia Nastasia hanno chiesto la confisca dell'area del cantiere con la colmata realizzata nel porto esterno, e la disapplicazione delle autorizzazioni amministrative ottenute da Brindisi Lng per il progetto del rigassificatore.

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Nel frattempo British Gas Italia ha chiuso di fatto la sede di Brindisi licenziando parte del personale e trasferendo tutte le attività burocratiche a Milano, lanciando accuse contro il sistema italiano delle autorizzazioni per i progetti industriali, ma omettendo la vicenda delle tangenti e delle scorciatoie di vario tipo adottate per spianare la strada al progetto a livello locale, metodo che il 12 febbraio del 2007 causò il blitz con il sequestro preventivo del cantiere e 5 arresti, quelli del sindaco protempore Giovanni Antonino, di un operatore marittimo e di tre manager della società britannica. Gli avvocati hanno chiesto l'assoluzione con formula piena per tutti.

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