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Le tracce dell'incendio

Le tracce dell'incendio

Bruciò la madre con la benzina, esiti della perizia psichiatrica a ottobre

BRINDISI – Sarà deposita il 6 ottobre la perizia psichiatrica su Pietro Lonoce, 36 anni, di Francavilla Fontana, che lo scorso 28 dicembre ha assassinato la madre Antonia Musci, gettandole addosso benzina e appiccando il fuoco. Agghiacciante. Rogo che inizia sul divano nella casa nella zona 167 di Francavilla che i due dividevano e prosegue sul pianerottolo. Perché Lonoce non contento di avere versato addosso alla madre la benzina contenuta in una bottiglia di plastica, la insegue, mentre la donna è avvolta dalle fiamme e grida disperatamente in cerca di aiuto, la insegue sul pianerottolo e le versa addosso altra benzina contenuta in una seconda bottiglia di plastica.

BRINDISI - Sarà deposita il 6 ottobre la perizia psichiatrica su Pietro Lonoce, 36 anni, di Francavilla Fontana, che lo scorso 28 dicembre ha assassinato la madre Antonia Musci, gettandole addosso benzina e appiccando il fuoco. Agghiacciante. Rogo che inizia sul divano nella casa nella zona 167 di Francavilla che i due dividevano e prosegue sul pianerottolo. Perché Lonoce non contento di avere versato addosso alla madre la benzina contenuta in una bottiglia di plastica, la insegue, mentre la donna è avvolta dalle fiamme e grida disperatamente in cerca di aiuto, la insegue sul pianerottolo e le versa addosso altra benzina contenuta in una seconda bottiglia di plastica.

Il perito nominato dall'accusa, Giuseppe Carbotti (la difesa ha dato incarico allo psichiatra Domenico Suma), al quale è stato conferito l'incarico dal giudice per le indagini preliminari Paola Liace, dovrà depositare le proprie conclusioni per l'udienza del 6 ottobre, e nell'occasione il giudice potrebbe emettere la sentenza poiché l'imputato, attraverso i suoi difensori, avvocati Luigi Palmieri e Fabrizio Lamanna, entrambi del foro di Taranto, ha chiesto il rito abbreviato.

Lonoce subito dopo avere bruciato la madre si allontanò. Fu preso il giorno seguente. Una pattuglia di vigili urbani lo notò mentre nella stazione ferroviaria di Francavilla Fontana era in attesa del treno per Brindisi. "Avevo deciso di ammazzarla perché non sopportavo più la convivenza", disse ai carabinieri che lo presero in consegna. L'idea di bruciarla viva gli era venuta leggendo su un giornale una storia simile. Disse anche di non essere pentito e che se avesse potuto, lo avrebbe rifatto perché la situazione in casa era divenuta molto tesa per colpa della madre.

Lonoce non aveva lavoro né aveva voglia di cercarselo. Ma pretendeva denaro per i suoi vizi. La povera donna viveva della sua pensioncina. Per anni lo aveva accontentato. Lui manifestava un carattere violento e se la madre non gli dava i soldi arrivava persino a picchiarla. Beveva tanto e giocava alle slot machine. L'ultimo litigio si verificò la mattina del 28 dicembre scorso. Pietro Lonoce voleva come sempre del denaro. Antonia Musci non ne aveva e quindi non poteva accontentarlo.

L'uomo era fuori si sé. Uscì dal box auto dove dormiva portandosi appresso due bottiglie di plastica. Raggiunse un distributore di carburanti e le fece di benzina. Al gestore disse che era rimasto a secco con la sua vettura. Ritornato a casa versò la benzina sulla madre che, seduta sul divano, gli dava le spalle. La vittima non si accorse di nulla sino a quando non avvertì addosso il freddo del liquido infiammabile. Quando si rese conto di ciò che stava per accaderle era ormai troppo tardi.

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