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Damiano De Fazio

Damiano De Fazio

Bruciò l'amante, giudizio immediato

BRINDISI - C’è l’evidenza della prova, del resto Dora Buongiorno, 42enne di Carovigno che bruciò vivo il suo compagno non ufficiale di una vita, ha confessato tutto dopo i primi silenzi. E’ sulla base di questo presupposto che il gip di Brindisi ha disposto il giudizio immediato davanti alla Corte d'Assise per il 18 luglio.

BRINDISI - C'è l'evidenza della prova, del resto Dora Buongiorno, 42enne di Carovigno che bruciò vivo il suo compagno non ufficiale di una vita, ha confessato tutto dopo i primi silenzi. E' sulla base di questo presupposto che il gip di Brindisi ha disposto il giudizio immediato, fissando l'avvio del giudizio davanti alla Corte d'Assise di Brindisi il 18 luglio, per la donna che secondo l'accusa uccise volontariamente e con l'aggravante della premeditazione Cosimo Damiano De Fazio, imprenditore 51enne di Brindisi, padre di sei figli, uno dei quali avuto proprio dall'amante.

La richiesta di giudizio immediato è stata formulata dal pm inquirente, Luca Buccheri, che ha coordinato le indagini, delegate alla Squadra mobile di Brindisi e agli agenti del commissariato di Mesagne, sui fatti accaduti il 26 dicembre scorso nelle campagne di Mesagne. L'uomo, Cosimo Damiano De Fazio, imprenditore agricolo di 51 anni, morì poi in ospedale all'alba del 28 dicembre. La donna, che è rinchiusa nel carcere di Lecce dal 23 dicembre scorso, è accusata di aver somministrato al suo compagno che aveva con lei una tribolata relazione da anni, un farmaco soporifero (in particolare il Minias) e di averlo condotto in campagna, facendogli intendere di volerlo invece accompagnare in contrada Palmarini, a Brindisi, dove risiedeva con la sua famiglia.

Con la scusa di un rapporto sessuale - si legge nel capo d'imputazione - lo avrebbe indotto a uscire dall'auto per poi cospargerlo di benzina, contenuta in una tanica, e gli avrebbe dato fuoco allontanandosi mentre veniva investito dalle fiamme. I famigliari dell'uomo sono assistiti dagli avvocati Gianvito Lillo e Marcello Tamburini e si costituiranno parte civile. Non hanno mai condiviso il profilo tracciato dai testimoni che hanno consentito la soluzione del caso, in particolare i figli di Dora Buongiorno che è difesa dall'avvocato Roberto Cavalera il quale ha ora 15 giorni di tempo per decidere se richiedere l'ammissione a riti alternativi.

Un mese dopo i fatti, Dora Buongiorno, alla presenza degli agenti della Mobile, ha ammesso gli addebiti. Dora Buongiorno, la bracciante 43enne di Carovigno che per quindici anni è stata la compagna del 51enne agricoltore brindisino Damiano De Fazio, ha ammesso di essere stata lei a dare fuoco all'uomo nella tarda serata del giorno di Santo Stefano, il giorno del compleanno del figlio nato dalla relazione con l'imprenditore agricolo, mentre erano appartati in auto in contrada Epifanio, nelle campagne di Mesagne.

Le ricostruzioni sono state possibili grazie al racconto della figlia della donna, la cui testimonianza è stata determinante per tratteggiare lo sfondo di molestie e di violenza in cui il delitto sarebbe maturato. La ragazza, 18 anni, ha fornito indicazioni importanti sul proprio contesto famigliare, spiegando che la madre veniva maltrattata e malmenata.

Nel settembre del 2011, secondo quanto ha riferito la giovane, la donna sarebbe stata perfino legata a un albero, bastonata e poi cosparsa di benzina da De Fazio che non le avrebbe dato poi fuoco solo perché impietosito dalle sue richieste. Stando a quanto poi confermato dai primi esiti degli esami tossicologici, De Fazio, nella tarda serata del 26 dicembre scorso sarebbe stato sedato e poi condotto in un luogo isolato dove e' stato appiccato il fuoco, in corrispondenza dei genitali.

A casa della donna e' stata rinvenuta dagli investigatori, durante le perquisizioni, una ricetta medica per la prescrizione di Minias, farmaco che appartiene alla classe delle benzodiazepine. Le analisi, affidate al medico legale Antonio Carusi e al tossicologo Giacomo Greco, hanno infatti rilevato tracce di un farmaco nel sangue della vittima.

 

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