Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Brutale rapina in trasferta: catturata anche la complice che fece da palo

Il cerchio si è chiuso. I poliziotti della Squadra mobile al comando del vicequestore Alberto Somma hanno arrestato anche l'ultima persona coinvolta nella brutale rapina perpetrata il 26 febbraio 2014 nella gioielleria Valenti di Parma. Si tratta della brindisina Alessia Zezza, di 26 anni. La giovane è stata raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare

BRINDISI – Il cerchio si è chiuso. I poliziotti della Squadra mobile al comando del vicequestore Alberto Somma hanno arrestato anche l’ultima persona coinvolta nella brutale rapina perpetrata il 26 febbraio 2014 nella gioielleria Valenti di Parma. Si tratta della brindisina Alessia Zezza, di 26 anni. La giovane è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Parla, Maria Cristina Srli, su richiesta del pm, Paolo Dal Monte.

Sulla base di quanto appurato dagli investigatori, Zezza fece da palo all’esterno dell’attività commerciale, a bordo di una Alessia Zezza-2-2Peugeot 307 di colore grigio che risultò intestata al brindisino Andrea Girolamo Diodicibus, di 29 anni. I tre complici che irruppero nel negozio erano già stati catturati nei mesi passati. Si tratta di Davide Pepe, 26 anni, Gaetano Aggiano alias “Coca cola”, 21 anni, Nicola Iurlo, 21 anni. Un provvedimento restrittivo venne notificato anche a Vincenzo Trono, 30 anni, e Giovanni Antico, 31 anni, con l’accusa di  furto aggravato e ricettazione di un’auto da utilizzare per un progetto criminoso a Parma, mai portato a termine.

Come appurato dalla Squadra mobile di Brindisi, in collaborazione con i colleghi della questura emiliana, Iurlo, Aggiano e Valenti entrarono nella gioielleria Valenti a volto scoperto, fingendosi clienti. Mentre un paio di commesse mostravano loro un gioiello del valore di circa 600 euro, estrassero una pistola e un coltello, immobilizzando le malcapitate con fascette di plastica. I banditi picchiarono le vittime per farsi consegnare il denaro. Dopo aver prelevato vari monili in oro, fuggirono con un bottino pari a circa 500mila euro. 

Grazie all’impronta digitale di un pollice rilevata nella gioielleria, i poliziotti giunsero presto sulle tracce di Nicola Iurlo. Mediante riconoscimento visivo effettuato sulle immagini riprese dalle telecamere da parte delle vittime, successivamente, vennero identificati anche Aggiano e Pepe. Si ritiene che anche Diodicibus, che risiedeva a Parma, abbia avuto un ruolo nella rapina. 

Infine le forze dell’ordine sono arrivate ad Alessia Zezza. Questa venne notata da alcuni testimoni a bordo di una Peugeot 307 (risultata intestata appunto a Diodicibus, da un accertamento sul numero di targa annotato da un passante) che si trovava parcheggiata vicino alla gioielleria, negli stessi istanti in cui si stava consumando la rapina. La giovane dava l’impressione di aspettare nervosamente qualcosa o qualcuno. A bordo di quella stessa Peugeot, poi, dopo aver abbandonato uno scooter rubato utilizzato per allontanarsi dalla gioielleria, gli stessi rapinatori si diedero alla fuga.  La 26enne, dunque, condotta in questura per le formalità di rito, è stata riaccompagnata presso la propria abitazione in regime di domiciliari. 

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