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Lavori su condotta AqP

Lavori su condotta AqP

Brutte notizie per l'AqP dalla Cassazione: manutenzioni straordinarie a suo carico

ROMA - Buone notizie dalla Cassazione per le amministrazioni comunali, brutte per l'Acquedotto Pugliese. Proprio dal pronunciamento su una causa intentata nella prima metà degli anni Novanta dal Comune di Altamura è nata una sentenza definitiva che libera i municipi dall'onere di pagare le spese di manutenzione della rete.

ROMA - Buone notizie dalla Cassazione per le amministrazioni comunali, brutte per l'Acquedotto Pugliese. Proprio dal pronunciamento su una causa intentata nella prima metà degli anni Novanta dal Comune di Altamura è nata una sentenza definitiva che libera i municipi dall'onere di pagare le spese di manutenzione della rete.

Non spetta infatti, sencondo la Superma Corte, alle casse dei comuni pugliesi far fronte alle spese di manutenzione straordinaria della rete idrica e fognaria AqP, che costituiscono il grosso dei costi per la gestione della rete stessa. La Cassazione ha stabilito che della manutenzione straordinaria si deve far carico l'Acquedotto Pugliese Spa. Con questa decisione - sentenza numero 14143 della I Sezione Civile - i giudici hanno dato definitivamente ragione al Comune di Altamura che chiedeva la restituzione di 115 mila euro (più interessi vari) per le spese di manutenzione straordinaria della rete idrica e fognaria che gli erano stati addossati dall'AqP, minacciando l'esecuzione esattoriale.

Si tratta di interventi effettuati tra il 1991 e il 1995. In primo grado, nel 2004, la sezione di Altamura del Tribunale di Bari aveva condannato AqP a restituire la somma pagata dal Comune per la manutenzione. Nel 2007, invece, la Corte d'Appello barese aveva ribaltato tale decisione disponendo che il Comune restituisse l'importo all'Acquedotto pugliese. Contro questo verdetto, l'amministrazione civica di Altamura ha presentato ricorso in Cassazione e i giudici della I SEzione civile della Suprema Corte hanno riesaminato tutte le leggi che regolamentano i servizi idrici in Puglia, a partire da un Regio Decreto del 1919, per arrivare alla conclusione che, nonostante il susseguirsi della nuove norme, la manutenzione rimane sempre a carico dell'ente acquedotto.

Ai Comuni spettano invece le scelte e l'organizzazione per tutelare le acque dall'inquinamento, sottolinea la Cassazione nella sentenza. Ma almeno l'AqP non si accollerà tutte le spese del lunghissimo giudizio: la "peculiarità della controversia in ragione delle difficoltà interpretative del contesto normativo" hanno indotto la Cassazione a stabilire la compensazione tra le due parti, ma l'Acquedotto dovrà restituire al Comune di Altamura i 115 mila euro più gli "interessi legali dalla domanda al saldo". Una bella botta considerando quanto è durata la causa.

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