Cronaca

Bus intelligenti, gestione molto meno. Crollano le paline dimenticate

Come era naturale che avvenisse, considerata la pluriennale assenza di manutenzione, la colonnina della postazione Ecobach collocata in corso Roma è crollata su un auto in sosta. Da sola, senza alcuna sollecitazione esterna. Totalmente corrosa alla base dalla ruggine

BRINDISI - Come era naturale che avvenisse, considerata la pluriennale assenza di manutenzione,  la colonnina della postazione Ecobach collocata in corso Roma è  crollata su un auto in sosta. Da sola, senza alcuna sollecitazione esterna. Totalmente corrosa alla base dalla ruggine. Fortunatamente in quel momento non transitava nessun adulto, nessun bambino, altrimenti si sarebbe dovuta  raccontare un’altra storia.

colonnina ecobach caduta 4-2Ma è evidente che il fatto costituisce un segnale di allarme sullo stato delle altre 15 colonnine dello stesso tipo  esistenti in città. Sulle quali si dovrebbe intervenire con urgenza per controllarne le condizioni,  per evitare conseguenze spiacevoli, più gravi di un semplice danno al cofano di un’auto in sosta. Una brutta storia sia perché  il fatto poteva avere conseguenze spiacevoli e che ripropone il tema dei controlli di pali, paline, totem e tutto quanto di metallo è piantato in terra, sia perché costituisce uno dei tanti casi di spreco di risorse pubbliche.

Anche se in questo caso si  dovrebbe  parlare di doppio spreco. La  vicenda  ha inizio   nel 2001, con l’approvazione della  graduatoria definitiva tra le istanze presentate per l'accesso ai fondi comunitari relativi alla Misura 5.2, con la quale  fu finanziato  il progetto Ecobach (Eco Bus A Chiamata)  proposto dal Comune di Brindisi, per un importo complessivo di 836.660,18 , dei quali 694.427,94 euro a carico della Comunità Europea e dello Stato e 142.232,23 euro, a carico del comune di Brindisi.

La gestione ed il monitoraggio del sistema, un software sviluppato dai laboratori del Consorzio Cetma in Cittadella della Ricerca,  venivano garantiti mediante 15 paline di prenotazione corsa, installate nei diversi punti della città, provviste di video “touch screen” con il quale  il cittadino, per mezzo di una tessera, poteva prenotare la richiesta di trasporto. Il tutto veniva  gestito da un computer centrale cui facevano capo terminali periferici installati sui bus ecopower della Stp, che indirizzavano il mezzo pubblico sull’itinerario dove le paline segnalavano il maggior numero di richieste dell’utenza.

L’obiettivo dichiarato  era quello di migliorare il servizio di trasporto pubblico nel centro storico di Brindisi, accorciando i tempi di attesa, la percorrenza e rendendo quasi nullo l’impatto ambientale. Quella che nella mente di qualcuno costituiva una vera e propria rivoluzione nel sistema di mobilità urbana, e che, nell’esaltazione del momento, riteneva addirittura che collocasse Brindisi “all'avanguardia in Italia ed in Europa nell'offerta di servizi innovativi in relazione alla mobilità urbana”, è rimasta purtroppo sempre ferma sui marciapiedi del centro storico. 

Il posto di guida di un bus EcobachInfatti, dal 31 maggio 2006, al termine del periodo di sperimentazione gratuita del servizio, attivato il precedente 6 maggio, si è persa la memoria di questo sistema di trasporto. Semplicemente, non è mai entrato in funzione, per motivi mai chiariti. E che purtroppo ci retrocedeva in coda in Europa e in Italia. Considerato il risultato, diventa facile la costatazione che si siano sprecati 836.000 euro ( oltre un miliardo e seicento milioni di lire) per la creazione di un sistema inutilizzato, che è stato funzionale  a spendere denaro pubblico, quasi per il solo gusto di spendere .

Ma lo spreco non si limita solo a questo aspetto, perché pur non funzionando il sistema, dal settembre 2006 e fino al 2011, è stato regolarmente pagato il servizio di telemetria per la gestione del progetto Ecobach, per una somma complessiva  molte decine di migliaia di euro. I pagamenti facevano  riferimento  ad un contratto  che l’amministrazione comunale aveva  sottoscritto  nel settembre 2006 e  poi prorogato alla sua scadenza nel marzo 2010, una prima volta per 3 mesi e, in un secondo tempo,  illimitatamente, fino all’ esperimento di una ipotetica la gara a procedura aperta  per l’affidamento di  tutti i servizi di telefonia e di connettività  IP, per un servizio inesistente.

Un bus EcobachE’ rimasto sempre oscuro,  non è stato infatti mai chiarito, in base a quale valutazione, a quale utilità è stato  sottoscritto  prima e  prorogato poi, con un gestore della rete, un servizio per la  gestione del sistema Ecobach  mai entrato in funzione, di cui moltissimi a Brindisi ignorano sicuramente l’esistenza. A conti fatti, sono stati buttati al vento oltre un milione di euro,  senza che nessuno si sia mai sognato di accertarne le responsabilità e/o  segnalare la vicenda quantomeno alla Corte dei Conti, per rendere giustizia al denaro dei cittadini, che non può essere sprecato in quel modo.

E’ comunque inaccettabile che si possa sprecare in questo modo il denaro pubblico. Questo però  deve far riflettere chi ha la responsabilità di operare le scelte, per non cadere negli stessi errori, per non perdere di vista la realtà e gli effettivi bisogni di questa città. Intanto rimane  da chiedersi, se ha  ancora senso tenere in piedi quelle paline.

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