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Caccia alla banda della Bmw, controlli a tappeto

FASANO – Proseguono a ritmo serrato i controlli delle forze dell’ordine, dopo l’assalto armato ai danni dei titolari della pescheria “Adriatica”, a Savelletri, nel cuore della marina di Fasano. Dalle prime ore della mattinata è in corso un’attività ad ampio raggio anche da parte degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza della Città bianca e del reparto anticrime della Questura di Brindisi, che hanno eseguito pattugliamenti, posti di blocco e perquisizioni lungo la costa e nel centro di Fasano.

FASANO - Proseguono a ritmo serrato i controlli delle forze dell'ordine, dopo l'assalto armato ai danni dei titolari della pescheria "Adriatica", a Savelletri, nel cuore della marina di Fasano. Dalle prime ore della mattinata è in corso un'attività ad ampio raggio anche da parte degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza della Città Bianca e del reparto anticrime della Questura di Brindisi, che hanno eseguito pattugliamenti, posti di blocco e perquisizioni lungo la costa e nel centro di Fasano.

L'operazione rientra nell'ambito del piano di azione predisposto dal prefetto di Brindisi Domenico Cuttaia di concerto con il questore Vincenzo Carella e finalizzato ad intensificare i servizi di prevenzione e repressione, alla luce soprattutto della recrudescenza dei fenomeni criminali che da giorni stanno generando allarme sociale nella città capoluogo e nel resto della provincia.

Fasano è tra i centri che da giorni sono maggiormente tenuti sott'occhio. Il clamoroso agguato armato consumato la notte tra sabato e domenica scorsi ai danni di Tommaso e Francesco D'Alessandro (padre e figlio, titolari della pescheria Adriatica), ha riproposto in tutta la sua gravità il problema della sicurezza e dell'ordine pubblico sul territorio. I due commercianti fasanesi sono rimasti per alcuni, interminabili minuti in balia dei banditi, vittime di un agguato scattato lungo la provinciale Fasano-Savelletri.

In quattro, armati di pistole e fucili, a bordo di una Bmw scura, nel cuore della notte attesero all'uscita di una curva D'Alessandro junior. Dopo aver speronato e bloccato l'utilitaria della vittima, i rapinatori, che avrebbero palesato uno spiccato accento barese, costrinsero con la forza il giovane a salire a bordo della loro auto. Lungo il tragitto il terrore. Il commando avrebbe iniziato a picchiare brutalmente il giovane e sotto la minaccia delle armi si sarebbero fatti condurre presso la sua abitazione.

Obiettivo, la cassaforte. Dapprima il giovane avrebbe tentato di opporre resistenza, chiarendo di non essere in possesso delle chiavi. A quel punto i banditi costrinsero Francesco D'Alessandro a contattare telefonicamente il padre, invitandolo a raggiungere la zona dove si trovavano in quel momento. Il genitore convinto che il figlio fosse stato coinvolto in un incidente con l'auto, si precipitò nel posto indicatogli ma appena arrivato venne anche lui sequestrato e malmenato: "Dateci i soldi in cassaforte e non vi accadrà nulla", questa la loro richiesta.

E così avvenne. Il figlio, pistola puntata alla spalla, si diresse con due dei quattro rapinatori presso l'abitazione di famiglia, situata nel centro di Savelletri. Uno shock anche per la madre del giovane (nonché moglie dell'imprenditore). A quel punto Francesco D'alessandro avrebbe aperto la cassaforte dalla quale i banditi hanno poi trafugato 40 mila euro in contanti, oltre a orologi Rolex e ad oggetti in oro, per un colpo complessivo da 60.000 euro.

Te telecamere di sicurezza, poste all'esterno dell'abitazione, avrebbero ripreso gli attimi della rapina e non è escluso che nei prossimi giorni possano emergere dalle immagini elementi utili all'individuazione della banda. Vane però sino ad oggi anche le ricerche della potente berlina utilizzata dal commando. Controlli e perquisizioni dallo scorso sabato notte sono in corso tra le provincie di Brindisi e Bari. Le indagini puntano in prevalenza nel Sud Barese.

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