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Paolo Altavilla

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Cadavere carbonizzato, l'autopsia non basta. Ci vuole l'esame del Dna

VILLA CASTELLI – Sarà effettuato l’esame del Dna per accertare l’identità dei resti carbonizzati rinvenuti nella Fiat 600 rossa intestata a Paolo Altavilla, il 66enne di Villa Castelli che ha fatto perdere le tracce da lunedì dell’altra settimana. Il perito settore Antonio Carusi ha detto che non si può nemmeno parlare di cadavere tanti sono i danni provocati dal fuoco. Peraltro sui resti non è stato trovato nulla che possa far affernare con certezza che siano quelli dello scomparso.

VILLA CASTELLI - Sarà effettuato l'esame del Dna per accertare l'identità dei resti carbonizzati rinvenuti nella Fiat 600 rossa intestata a Paolo Altavilla, il 66enne di Villa Castelli che ha fatto perdere le tracce da lunedì dell'altra settimana. Il perito settore Antonio Carusi ha detto che non si può nemmeno parlare di cadavere tanti sono i danni provocati dal fuoco. Peraltro sui resti non è stato trovato nulla che possa far affernare con certezza che siano quelli dello scomparso.

Va comunque detto che i carabinieri non hanno dubbi sulla identità. Ogni cosa riconduce a lui. A cominciare dalla vettura. Ma, al magistrato inquirente, per poter disporre la consegna dei resti alla famiglia e quindi rendere possibile la sepoltura, occorre un elemento certo. I figli non sono stati in grado di identificarlo perché, come si diceva, è rimasto ben poco. E quel poco è talmente bruciato da aver reso tutto quasi pietrificato.

La salma è stata quindi risistemata nell'obitorio del cimitero di Francavilla Fontana in attesa che sia completato l'esame del Dna. Sul fronte delle indagini, coordinate dal capitano Fabio Guglielmone, comandante la compagnia carabinieri di Francavilla Fontana, non ci sono novità. Gli investigatori, che ormai hanno escluse altre ipotesi se non quella del suicidio, hanno continuato a scavare nella vita di questo pensionato di 66 anni che sino a un paio settimane fa aveva condotto una vita tranquilla, con la moglie e i due figli.

La passione per la caccia, gli amici, l'affetto per la cagnetta Diana che teneva nella sua campagna e ogni giorno andava a portarle il cibo e a giocare con lei. Lunedì 14 giugno, alle 7, salutò la moglie dicendo che andava in campagna. Da allora non si sono più avute notizie sino all'altro pomeriggio quando una pattuglia di carabinieri, in una zona ad un paio di chilometri dal paese, lungo la provinciale per Francavilla Fontana, ha individuato una carcassa di auto. Era bruciata. Dentro c'era qualcosa che prima di essere divorato dalle fiamme era stato un corpo umano. La ricerca finisce. L'auto è quella di Paolo Altavilla. Quei miseri resti dovrebbero essere i suoi. Sarà il Dna a stabilirlo.

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