Cronaca

Calcio scommesse: domiciliari ai Flora e Morisco. Ammessa una combine

Lasciano il carcere e tornano a casa in regime di domiciliari Antonio Flora, il figlio Giorgio Flora e Vito Morisco. I tre si sono presentati stamani davanti al gip del tribunale di Bari, Francesco Angino, nell'ambito dell'interrogatorio di convalide del provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nei loro confronti dalla Dda di Catanzaro

BRINDISI – Lasciano il carcere e tornano a casa in regime di domiciliari Antonio Flora, il figlio Giorgio Flora e Vito Morisco. I tre si sono presentati stamani davanti al gip del tribunale di Bari, Francesco Angino, nell’ambito dell’interrogatorio di convalide del provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nei loro confronti dalla Dda di Catanzaro, con l’accusa di aver truccato, in concorso con Savino Vito Morisco-2Daleno e altre persone che gravitano nel mondo della Serie D, due partite: Brindisi-San Severo 2-1 del 30 novembre 2014 e Pomigiano-Brindisi 4-0 del 13 dicembre 2014. Contestualmente alla mancata convalida dei fermi, il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

Le udienze si sono celebrate presso il carcere di Bari, dove i tre sono detenuti dallo scorso 19 maggio. Antonio e Giorgio Flora (rispettivamente ex presidente ed ex vicepresidente della Ssd calcio Città di Brindisi), difesi dagli avvocati Raffaele Quarta e Gaetano Castellaneta, hanno risposto per circa due ore alle domande del giudice. Ha risposto anche Morisco (attuale proprietario del sodalizio di via Benedetto Brin), difeso da Gianluca Loconsole, ammettendo una delle due presunte combine contestate: quella riguardante la partita la partita con il Pomigliano.  Antonio Flora ha ammesso invece entrambe le combine, mentre il figlio Giorgio si è dichiarato del tutto estraneo ai fatti. 

Nei confronti dei tre il gip ha escluso i gravi indizi di colpevolezza con riferimento ai reati di associazione per delinquere aggravata dall'aver agevolato l'organizzazione mafiosa della 'Ndrangheta. Resta a loro carico, stando alla valutazione del giudice barese, l'accusa di frode sportiva.

Complessivamente sono 50 le persone finite in manette il 19 maggio, a seguito delle indagini su un maxi giro di partite truccate dei campionati di Lega Pro e Serie D. L’operazione, denominata “Dirty soccer”, si è abbattuta come uno tsunami sul calcio brindisino. 

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