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Orsi polari a 40 gradi: le richieste degli animalisti allo Zoosafari

Orsi polari a 40 gradi? Non è lo scenario di un futuro che si spera non si presenti mai sulla Terra, ma la situazione oggettiva dei giorni scorsi per tutti gli esemplari in cattività finiti loro malgrado nella bolla di "Lucifero"

Orsi polari a 40 gradi? Non è lo scenario di un futuro che si spera non si presenti mai sulla Terra, ma la situazione oggettiva dei giorni scorsi per tutti gli esemplari in cattività finiti loro malgrado nella bolla di "Lucifero", che ha afflitto gli esseri umani e anche gli animali in libertà. Lo ricorda il Movimento animalista, evidenziando "le sofferenze degli orsi polari nello zoo di Fasano". Domenica 6 agosto i coordinatori provinciali di Lecce e Brindisi , Pierre Luigi Trovatello e Silvana Camposeo, all’ora di punta (le 14), "con un termometro che segnava poco più di 40 gradi ed un tasso di umidità altissimo", hanno fatto visita agli orsi polari.

Il direttore zoologico dello Zoosafari di Fasano (Brindisi), Fabio Rausa, sostiene - riferiscono Trovatello e la Camposeo, che gli orsi polari della struttura sono nati in cattività in altri zoo europei e che oramai si sono ambientati nei nostri climi. "Avere grandi capacità di adattamento - replica Silvana Camposeo - non significa amare le condizioni che noi umani imponiamo loro per scopi ludici, perché di questo, francamente, si tratta. A queste condizioni sono obbligati ad adattarsi, forse perché lo spirito di sopravvivenza degli animali prevale anche in condizioni estreme. E la vita di un orso polare, animale che in natura vive tra i ghiacciai, se trascorsa in un posto che in estate raggiunge temperature tropicali, riteniamo sia una condizione estrema". 

orso polare fasano-2

"Ricordiamo - prosegue Silvana Camposeo - che gli orsi polari dimorano tra i ghiacci artici e sono ottimi nuotatori. Le loro grandi zampe anteriori, che usano per vogare in acqua, sono leggermente palmate. Alcuni orsi polari sono stati visti nuotare in alto mare, a centinaia di chilometri dalla terraferma, sebbene abbiano verosimilmente coperto tali distanze galleggiando su lastre di ghiaccio spinte al largo dalle correnti. Allo Zoo Safari, gli orsi polari devono accontentarsi di qualche metro di acqua e cloro e di cacciare una boa messa lì per intrattenerli , o forse sarebbe meglio dire per intrattenere il pubblico, che vedendoli giocare sorride, senza sapere che dietro quel gesto potrebbe nascondersi un istinto predatorio oramai represso". 

Al gestore della struttura, i responsabili del Movimento animalista che il 6 agosto si sono recati allo Zoosafari, "visto che gli animali non possono essere reimmessi in libertà", chiedono di creare una vasca più profonda per dare agli orsi la possibilità di nuotare, non solo di sdraiarsi o camminare in acqua: "Pensiamo - conclude la Camposeo - sia il minimo che si possa fare per rendere la loro sopravvivenza simile ad una vita normale in natura".

"Gli zoo , i delfinari , i circhi - afferma Daniela Fanelli , coordinatrice regionale del Movimento Animalista - ormai sono strutture anacronistiche che impongono stili di vita agli animali assolutamente non compatibili con le loro caratteristiche etologiche. Il Movimento Animalista con l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, si batterà affinché a questi animali venga restituita la dignità per troppo tempo rubata ; le nostre proposte di legge punteranno, tra le altre cose, a chiudere queste strutture e far in modo che nessun animale possa più essere costretto ad adattarsi a condizioni assurde come nel caso degli orsi polari".

Sul caso negli stessi giorni ha preso posizione a livello nazionale anche l'Ente nazionale protezione animali, e una petizione online ha raccolto in brevissimo tempo poco meno di 9mila firme. La società che gestisce lo Zoosafari risponde che nei 500 metri quadrati a loro disposizione, gli orsi polari vengono curati secondo le direttive internazionali, e che non hanno mai manifestato patologie dovute al caldo. Il braccio di ferro continua, e la soluzione non può che essere legislativa.

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