Cronaca

"Calpestata la nostra dignità": sciopero dei lavoratori "Ti Automotive"

Si sentono vessati dall’azienda, che riserverebbe loro un trattamento ben diverso rispetto a quello riservato ai colleghi dello stabilimento di Melfi. Per questo nella giornata di oggi (3 luglio) hanno scioperato per due ore i 100 dipendenti di due ditte con sede in viale Arno, la Ti Automotive Spa e la Ti Automotive Srl, che svolgono delle commesse per conto della Fiat

BRINDISI – Si sentono vessati dall’azienda, che riserverebbe loro un trattamento ben diverso rispetto a quello riservato ai colleghi dello stabilimento di Melfi. Per questo nella giornata di oggi (3 luglio) hanno scioperato per due ore i 100 dipendenti di due ditte con sede in viale Arno, la Ti Automotive Spa e la Ti Automotive Srl, che svolgono delle commesse per conto della Fiat. Entrambe le aziende facevano parte fino a poco tempo fa di una multinazionale attiva nella progettazione e costruzione di carrozzerie, il cui cliente principale, da quanto riferito da fonti sindacali, è proprio la Fca (Fiat Chrysler Automobiles).

A seguito dello spacchettamento del gruppo industriale, sono nate le due imprese, rispettivamente (per quanto riguarda le sedi di Brindisi) con 75 e 25 dipendenti ciascuna. Da una nota della segreteria Uilm di Brindisi, guidata da Alfio Zaurito, si evince che “da mesi la rappresentanza sindacale lamenta una cattiva gestione da parte del management”.

L’organizzazione sindacale parla di “turni massacranti” ai quali sono sottoposti i dipendenti, costretti anche a  “subire le pressioni verbali e psicologiche della direzione aziendale”, oltre al “ continuo calpestio della dignità che spesso sfocia in  pressioni psicologiche che possono mettere a rischio sicurezza gli operatori”. Da quanto riferito dalla segreteria della Uil, ci sono dipendenti che da 7 anni lavorano con contratto a tempo determinato. “In  nessuna azienda che voglia dare una parvenza di serietà  - attacca il sindacato - succede questo, non può in alcun modo  la T.I. giustificare la precarizzazione del lavoro che sta mettendo in atto”.

Secondo la Uilm, “un imprenditore serio tende a stabilizzare i propri dipendenti, non a tenerli per anni a contratto a termine dopo che  ha anche fruito di finanziamenti pubblici e dopo che il cliente principale, cioè Fiat, ha effettuato centinaia di assunzioni e fatto investimenti per migliorare la vita lavorativa dei propri dipendenti  sancendo anche un comportamento etico che salvaguarda la dignità del dipendente”.

A Brindisi, invece, a detta del sindacato, la dignità del lavoratore viene calpestata. Tutto ciò, come emerge da una nota degli Rsu della Uilm, è in evidente contrasto con quanto accade nello stabilimento di Melfi della stessa Ti, dove “la Direzione Aziendale entra in punta di piedi e rispetta i dipendenti in quanto sono stati redarguiti i comportamenti lesivi (da parte della Fiat, ndr)”.

Con l’agitazione odierna  il sindacato ha quindi voluto denunciare “l'insorgere sul luogo di lavoro di continui atteggiamenti intimidatori nei confronti dei lavoratori”.  “In particolare – si legge ancora nel comunicato degli Rsu - segnaliamo le continue offese e critiche di rendimento sul lavoro dal responsabile di produzione. Tale situazione sta determinando col tempo un degrado delle condizioni di lavoro nell'ambito aziendale compromettendo la salute e la professionalità oltre che la dignità dei lavoratori”.

La Uilm invita dunque la direzione aziendale “ad intervenire e a far cessare immediatamente tali atteggiamenti al fine di garantire il più assoluto e rigoroso rispetto delle norme giuridiche, etiche salvaguardando la dignità dei lavoratori”. E se l’azienda non cambierà registro, “si valuterà con tutti i lavoratori l'inasprimento della lotta sindacale”.

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