Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Calunnia al carabiniere, assolta la moglie dello stragista del Morvillo

Giuseppina Marchello imputata nel processo scaturito dalla denuncia del maresciallo quando il suo nome venne accostato alla truffa da 342mila euro addebitata a Parato: il “bidone” ritenuto movente delle bombe alla scuola. Già assolto Giovanni Vantaggiato: appello del pm

BRINDISI – La moglie dello stragista del Morvillo è stata assolta dall’accusa di calunnia ai danni di un maresciallo dei carabinieri: Giuseppina Marchello era finita sotto processo con imputazione identica a quella mossa nei confronti di Giovanni Vantaggiato, condannato all’ergastolo per l’attentato, ma assolto lo scorso mese di gennaio dalla calunnia.

Giovanni VantaggiatoLa sentenza favorevole per l’imputata Marchello è stata pronunciata oggi dal gup del Tribunale di Brindisi di fronte al quale è stato celebrato il rito abbreviato, strada scelta dalla difesa che invece per Vantaggiato aveva deciso di non avvalersi di riti alternativi. Per la moglie dell’ergastolano, condannato in via definitiva come unico autore della strage del 19 maggio 2012 in cui perse la vita la studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, e rimasero ferito altre ragazze, il pubblico ministero Jolanda Daniela Chimienti aveva chiesto la condanna alla pena di un anno.

La Procura, intanto, ha già appellato l’assoluzione di Vantaggiato dall’accusa di calunnia ed è ipotizzabile, quindi, che segua la stessa strada una volta depositate le motivazioni sulla base delle quali il gup è arrivato ad analoga pronuncia per Giuseppina Marchello.

I coniugi Vantaggiato sono finiti sotto processo dopo la denuncia sporta dal maresciallo dei carabinieri, ex vice comandante della stazione di Torre  Santa Susanna,  il cui nome venne fatto quando entrambi ricostruirono davanti al pm e al gip la genesi della presunta truffa con il gasolio agricolo del valore di 342mila euro: fecero riferimento a un imprenditore, Cosimo Parato e al sottufficiale dell’Arma. Quel “bidone” venne  indicato come movente alla base del gesto compiuto da Vantaggiato che volle vendicarsi del buco subito e con  lucida follia confezionò e fece esplodere tre bombe davanti all’ingresso dell’istituto professionale Morvillo-Falcone, facendo una strage poco prima del suono della campanella d’entrata.

Vantaggiato nominò il carabinieri quando raccontò chi avrebbe accompagnato Parato presso il deposito di Copertino, per ritirare il carburante indicandolo come “lu compaesanu”, essendo originario di Copertino. “Quando lo vedevo stavo tranquillo perché c’era il maresciallo e invece è finita male. Era lui che mi dava fiducia”, disse. E affermò anche che quella “truffa” era opera di quattro persone, in aggiunta a Parato: due familiari di quest’ultimo uno acquisito, più il militare.

Tutti e cinque, maresciallo compreso, furono denunciati dalla moglie di Vantaggiato, Giuseppina Marchello che risultava titolare della ditta: l’inchiesta venne aperta per insolvenza fraudolenta e la posizione del sottufficiale, nel frattempo sottoposto a procedimento disciplinare, venne archiviata perché il pm riconobbe l’assoluta estraneità ai fatti. Il processo si concluse con la condanna solo di Parato a due anni e due mesi.

Con il passare del tempo, si è arrivati al processo per calunnia nei confronti di Vantaggiato e della moglie: il primo ha scelto il processo ordinario, mentre lei l’abbreviato. E in entrambi i casi il maresciallo ha chiesto il risarcimento dei danni per essere stato calunniato e in giudizio è stato rappresentato dall’avvocato Raffaele Missere. Cinquantamila euro a titolo di provvisionale da devolvere all’associazione che riunisce i carabinieri rimasti vittime sul lavoro.

Per il Tribunale marito e moglie sono innocenti. Nessuna calunnia. Per il pm così non è. almeno con riferimento allo stragista.

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