Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Cambia la corte: nuovi giudici per Ciccio Prudentino

OSTUNI - Sarà un nuovo collegio, presieduto nientemeno che dal presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino - a giudicare Ciccio Prudentino, imputato nel processo che si sta celebrando presso la Corte d’Assise del capoluogo pugliese. Il dottor Savino subentra al giudice Michele Petrizzelli, trasferitosi nel frattempo presso la Corte di Appello di Bari. E così dal prossimo autunno saranno nuovi anche i giudici popolari. Unica conferma, in seno al collegio giudicante, quella del dottor Eustacchio Cafaro, giudice a latere.

L'ex boss del contrabbando, Ciccio Prudentino

OSTUNI - Sarà un nuovo collegio, presieduto nientemeno che dal presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino - a giudicare Ciccio Prudentino, imputato nel processo che si sta celebrando presso la Corte d'Assise del capoluogo pugliese. Il dottor Savino subentra al giudice Michele Petrizzelli, trasferitosi nel frattempo presso la Corte di Appello di Bari. E così dal prossimo autunno saranno nuovi anche i giudici popolari. Unica conferma, in seno al collegio giudicante, quella del dottor Eustacchio Cafaro, giudice a latere.

Tra le accuse in ballo a carico di Prudentino (difeso dall'avvocato Lolita Maria Buonfiglio Tanzarella) anche quella formulata dal Pm della Dda di Bari, Giuseppe Scelsi, sulla scorta delle dichiarazioni del pentito Benedetto Stano.

Quest'ultimo, infatti, sostiene di aver all'epoca eseguito, su ordine di "Ciccio La Busta", l'omicidio di Vladimir Jelenic, detto Vania: il ventiduenne montenegrino ucciso la notte tra il 23 e il 24 ottobre del 1995 a Cany, vicino Bar, in Montenegro. Il giovane - secondo l'accusa - fu ucciso per aver chiesto all'ex boss ostunese Francesco Prudentino, un pizzo di 200 milioni di vecchie lire per offrire protezione alle attività illecite legate al contrabbando internazionale di sigarette che il capoclan delle bionde svolgeva all'epoca in Montenegro.

Nella primavera scorsa, la mamma di Jelenic si presentò in aula, a Bari, in compagnia del suo legale, portando con sé l'esito dell'esame del Dna compiuto sui resti umani trovati a suo tempo a Cany. I risultati - a quanto pare - sarebbero compatibili con il Dna di Jelenic. Il Pm per questo nel maggio scorso aveva fatto richiesta di rogatoria internazionale per acquisire gli atti dalla magistratura montenegrina che indaga sul delitto sulla scorta peraltro di una pista diversa ed estranea alle vicende di Prudentino. Già fissato, intanto, il calendario delle prossime, infuocate e decisive udienze a Bari: 6 e 13 ottobre per la requisitoria. Quindi l'arringa dei difensori. A seguire la sentenza.

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