Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Canile al collasso e in condizioni igienico-sanitarie precarie: scattano i sigilli

Il numero di cani ospitato era superiore rispetto a quello consentito. L'area inoltre versava in condizioni igienico-sanitarie precarie. Per questo è stato posto sequestro il canile comunale situato in contrada Santa Lucia. I sigilli sono stati apposti nella giornata di oggi (6 luglio) dai carabinieri del Nas di Taranto, che hanno operato in sinergia con i colleghi di Brindisi

BRINDISI – Il numero di cani ospitato era superiore rispetto a quello consentito. L’area inoltre versava in condizioni igienico-sanitarie precarie. Per questo è stato posto sequestro il canile comunale situato in contrada Santa Lucia. I sigilli sono stati apposti nella giornata di oggi (6 luglio) dai carabinieri del Nas di Taranto, che hanno operato in sinergia con i colleghi del comando provinciale di Brindisi e i funzionari del dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi, servizio veterinario.

Nel corso di un controllo effettuato in questi giorni, è emerso che la struttura ospitava un numero di animali superiore alla capacitò ricettiva autorizzata,  presentava precarie condizioni igienico sanitarie relativamente alla salubrità degli ambienti in cui venivano ospitati gli animali ricoverati, utilizzava un ricovero per animali realizzato abusivamente e sprovvisto delle prescritte autorizzazioni amministrative.

Proprio le precarie condizioni igienico-sanitarie del canile erano state al centro di un contenzioso fra il comune di Brindisi e il gestore, la società Brunda Srl, culminato con la rescissione del contratto stipulato fra le parti.

L’amministrazione comunale, in particolare, contestò l’autenticità delle analisi eseguite da un laboratorio di Mesagne su commissione della Brunda. Il laboratorio in questione, infatti, a una richiesta formulata dal comune lo scorso 31 dicembre, rispose che “erano 'reali' solo due dei citati rapporti mensili”. In sostanza venne disconosciuta la paternità de restanti rapporti. Ne scaturirono una serie di contestazioni, alle quali il gestore “non fece seguire interventi concreti”. Per l’amministrazione, quindi, ricorrevano  “tutti i presupposti per procedere con la risoluzione del rapporto contrattuale per grave inadempimento e malafede ”.

Per quanto riguarda la questione del sovraffollamento, va ricordato che proprio la scorsa settimana l’Asl di Brindisi, attraverso una lettera firmata dal responsabile del servizio Veterinario, Massimo Lorusso, aveva chiesto di accalappiare solo i cani gravemente feriti o comprovatamente pericolosi”, a causa “del superamento del limite di ingressi previsti per legge”. Già due estati fa, del resto, il sindac vietò l'attività di accalappiamento, prioprio alla luce dell'eccessivo numero di esemplari ospitati nella struttura. L’intervento dei carabinieri, adesso, aggiunge un nuovo capitolo a una vicenda già di per sé complessa. 

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