Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Cantiere sulla fontana di Tancredi, le associazioni: "Pronto l'esposto in procura"

Presto potrebbe approdare in Procura la questione riguardante i lavori di realizzazione di un edificio multipiano sulla fontana di Tancredi, ripartiti ieri (3 dicembre) dopo un mese di stop. Il network di associazioni che si sta battendo per la salvaguardia del monumento preannuncia infatti che verrà presentato un esposto al procuratore della Repubblica

BRINDISI – Presto potrebbe approdare in Procura la questione riguardante i lavori di realizzazione di un edificio multipiano sulla fontana di Tancredi, ripartiti ieri (3 dicembre) dopo un mese di stop. Il network di associazioni che si sta battendo per la salvaguardia del monumento (Italia Nostra, Legambiente,  Club di Territorio del Touring Club Italiano di Brindisi, Amici dei Musei, Wwf Brindisi, Fondazione Tonino Di Giulio,  Acli Città di Brindisi, Unesco, Soroptimist Club Brindisi ) preannuncia infatti che verrà presentato un esposto al procuratore della Repubblica di Brindisi, “perché verifichi se da taluni siano stati commessi reati attivi o omissivi”.

Le associazioni quindi sono pronte a dare un ulteriore impulso all’azione legale intrapresa lo scorso 23 novembre, quando attraverso l’avvocato penalista Stefano Latini presentarono al sindaco Mimmo Consales “l’istanza di  annullamento in autotutela per illegittimità del permesso di costruzione n.127/2010, rilasciato a soggetto non avente titolo a richiederlo - si legge in un comunicato delle associazioni - in quanto non effettivo proprietario del suolo, per illegittima concessione di proroga al permesso di costruire accordata dal Comune di Brindisi in data 16 luglio 2015 e altre ragioni riportate nell’istanza”.

Fra le ragioni delle associazioni, ve ne sono un paio di particolare interesse: un vincolo imposto il 20 febbraio 1968 dalla Soprintendenza ed integrato nel Piano regolatore generale del Comune di Brindisi, che tra l'altro qualifica quell'area come zona verde; un contratto di enfiteusi, e non di proprietà, che il venditore del terreno all'impresa costruttrice considera atto valido per la transazione, mentre ha in piedi un contenzioso legale con la Curia, cui lo stesso suolo apparteneva (o appartiene ancora, si vedrà).

Oltre al primo cittadino, i promotori dell’istanza avevano chiamato in causa anche il presidente della Provincia, Maurizio Bruno, chiedendogli “l’intervento in subordine per quanto di sua specifica competenza”.  Ma evidentemente tale iniziativa è caduta nel vuoto, visto che ieri le ruspe sono tornate in azione, a seguito di un incontro fra i rappresentanti della EdilMIcaletti e i tecnici del Comune svoltosi il giorno precedente.

L’impresa, del resto, è legittimata da  una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato al via libera ai lavori, rimarcando allo stesso tempo la mancata adeguata tutela del monumento da parte degli enti preposti. Ma a questo punto bisogna vedere se la Procura rileverà dei profili penali in questa intricata vicenda. 

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