Cronaca

Caos rifiuti, Cobas: "Un disastro annunciato, serve subito una soluzione"

"Un disastro annunciato”. Così il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile, definisce la difficile situazione che si sta vivendo a Brindisi nel settore della raccolta dei rifiuti, con il licenziamento dei circa 220 dipendenti

BRINDISI – “Un disastro annunciato”. Così il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile, definisce la difficile situazione che si sta vivendo a Brindisi nel settore della raccolta dei rifiuti, con il licenziamento dei circa 220 dipendenti della ditta Ecologica Pugliese, a pochi giorni (il 17 maggio) dalla scadenza dell’appalto e con prospettive che restano avvolte nel mistero, per quanto concerne tale servizio. Per questo l’organizzazione sindacale auspica una soluzione immediata, magari attraverso il ricorso a una società partecipata. 

“Il sindacato Cobas - si legge nel comunicato - fin dai primi mesi della attività della Ecologica Pugliese  nella città di Brindisi per la raccolta dei rifiuti urbani ne aveva ravvisato limiti ed insufficienze. Avevamo espresso un duro giudizio sulla Ecologica Pugliese, di cui avevamo informato la società e  tutte le autorità".

“I nostri consigli, se ascoltati – afferma Aprile - dovevano portare  ad una sostituzione immediata di Ecologica Pugliese. Siamo oggi di fronte ad un disastro annunciato visto la impossibilità a continuare nelle attività della raccolta dei rifiuti con Ecologica Pugliese”.

A detta di Aprile è legittimo il veto posto dal commissario prefettizio Cesare Castelli circa la possibilità di  di prorogare l’appalto a Ecologica Pugliese o di insistere con la formula di una gara ponte, visto che la prima è andata deserta. “Una soluzione va comunque cercata - spiega Aprile - e  la si intravede nelle parole del governatore Emiliano (presidente della Regione Puglia, ndr) che ha avocato a se tutte le attività relative al settore dei rifiuti urbani in tutte la Regione”.

Aprile ricorda che Milinano “ha espresso pubblicamente  il suo intendimento che è quello di aumentare la presenza pubblica nelle attività sui rifiuti  per diminuire la presenza di società private che nel mondo dei rifiuti non assolvono al meglio alle attività loro affidate”. 
“Ma per far arrivare una municipalizzata anche a Brindisi per gestire il servizio di raccolta, tipo Amiu  - ammette Aprile - il Comune di brindisi deve esserne socio anche solo per l'1%. Questo comporterebbe  un esborso economico non grande ma neanche piccolo per le attuali casse comunali”. 

Il Cobas quindi spera in  “una veloce soluzione del problema, che è affrontata sicuramente nel migliore dei modi dal commissario prefettizio al Comune di Brindisi, Cesare castelli, avendolo incontrato nei giorni scorsi. Una soluzione per dare tranquillità ai lavoratori e ai cittadini di Brindisi, che non vogliono certamente trovarsi di fronte ad una altra crisi sanitaria ed ambientale come è avvenuto già in passato”.

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