Capannoni bruciati, ripresa difficile

FRANCAVILLA FONTANA – Alta è la preoccupazione così come incerto è il futuro per i lavoratori diretti e indiretti delle due realtà commerciali francavillesi “Centro Casalinghi” e “Regal Casa srl”, alle quali nel luglio (alla prima) e nell’agosto scorso (alla seconda), sono stati incendiati i capannoni nella zona industriale di Francavilla Fontana.

Il capannone del Centro Casalinghi distrutto visto dalla Statale 7

FRANCAVILLA FONTANAAlta è la preoccupazione così come incerto è il futuro per i lavoratori diretti e indiretti delle due realtà commerciali francavillesi “Centro Casalinghi” e “Regal Casa srl”, alle quali nel luglio (alla prima) e nell’agosto scorso (alla seconda), sono stati incendiati i capannoni nella zona industriale di Francavilla Fontana.

Le due aziende si sono già dette propense a dare continuità alla loro attività ma hanno altresì evidenziato la difficoltà economica nel proseguire i lavori di ricostruzione delle zone andate distrutte negli incendi. La Uil di Brindisi, attraverso il segretario Giovanni Albano, chiede ancora una volta, agli Enti pubblici e la politica, che si faccia un fronte unico per dare risposte certe e positive ai lavoratori.

Occorrono risorse. Tante risorse per ricostruire le due aziende di Francavilla Fontana distrutte da una mano dolosa nell’estate scorsa soprattutto per assicurare ai lavoratori un futuro certo e magari anche tranquillo. Il centro industriale “Centro Casalinghi” dei fratelli Di Castri, incendiato il 17 luglio scorso, ha riportato danni ingenti soprattutto nella zona di stoccaggio, andata completamente distrutta mentre per l’incendio del 6 agosto scorso, che ha interessato l’azienda di Ferdinando Russo “Regal Casa” è andato distrutto tutto il capannone, oltre 2500 metri quadrati.

Le due realtà produttive francavillesi, al momento, non sanno ancora quando potranno riportare i propri dipendenti nelle proprie fabbriche, finora si sa solo che sono stati sottoscritti gli accordi per utilizzare gli ammortizzatori sociali regionali per far fronte a questa dura realtà e assicurare parte dello stipendio ai lavoratori.

“Le due aziende – scrive Giovanni Albano nella lettera – ci hanno confortato per l’impegno con cui intendono dare continuità alla loro attività produttiva, ma hanno messo in evidenza che sono necessarie molte risorse finanziarie per ricostruire i capannoni e continuare a mantenere i rapporti con i propri clienti per supportare nel breve periodo le loro esigenze”. La ripresa produttiva, quindi, non sarà né immediata e né facile. L’unica cosa certa per i lavoratori è che oggi, tutti si trovano in una situazione occupazionale di stallo.

“Francavilla Fontana ha un tasso di disoccupati – continua il segretario della Uil – pari al 30% e non si può permettere di perdere altri posti di lavoro. Quindi, la nostra preoccupazione è che servono importanti finanziamenti e le autorizzazioni per ricostruire i capannoni. Questo significa tempi troppo lunghi sia per avere risposte per i finanziamenti sia per la burocrazia italiana per riuscire ad iniziare la fase di ricostruzione. E’ necessario un impegno straordinario da parte di tutti per agevolare l’azione ricostruttiva delle due imprese”.

Il sindaco di Francavilla, immediatamente dopo il primo devastante incendio, convocò le parti sociali, i consiglieri regionali e provinciali per cercare soluzioni e contribuire a riprendere quanto prima possibile l’attività dell’azienda presa di mira da ignoti. Successivamente a questa riunione, la Uil provinciale chiese un incontro a tutti i livelli istituzionali compreso l’assessore regionale alle attività produttive per affrontare tutte le problematiche, non solo occupazionali ma anche produttive. Ma dopo quell’incontro, la Uil insieme alla Cisl e Cgil, non hanno avuto nessun riscontro, sia a livello comunale ma anche provinciale.

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