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Cronaca

Capitaneria, il bilancio di "Mare Sicuro"

BRINDISI – E’ stata l’estate dei bollini blu rilasciati ai diportisti virtuosi, ma anche quella in cui tre persone hanno perso la vita lungo il litorale di Brindisi. Il capitano di vascello Mario Valente, avvicendatosi con il pari-grado Giuseppe Minotauro al comando della Capitaneriadi Brindisi, ha tracciato stamani il bilancio di “Mare Sicuro 2013”.

BRINDISI - E' stata l'estate dei bollini blu rilasciati ai diportisti virtuosi, ma anche quella in cui tre persone (due per annegamento, una in seguito al naufragio di uno yacht) hanno perso la vita lungo il litorale di Brindisi. Il capitano di vascello Mario Valente, da pochi giorni avvicendatosi con il pari-grado Giuseppe Minotauro al comando della Capitaneria di porto di Brindisi, ha tracciato stamani il bilancio di "Mare Sicuro 2013", operazione mirata alla salvaguardia dei bagnanti e alla tutela dell'ambiente, concentratasi dal 23 giugno all'8 settembre.

Affiancato dal capo servizio operativo, il capitano di corvetta Giuseppe Danese, e dal coordinatore locale di "Mare sicuro", il tenente di vascello Raffaele Acanfora, Valente ha posto l'accento sul rapporto di collaborazione instauratosi negli ultimi mesi con gli istituti scolastici e le amministrazioni locali. Circa 600 studenti di alcune scuole brindisine (L'Itc Flacco, il Nautico Carnaro, l'Istituto tecnico Pantanelli di Ostuni e la scuola media Salvemini di Brindisi) hanno partecipato a una serie di conferenze per l'attività di prevenzione e informazione di base per gli incidenti in mare, uno dei compiti istituzionali delle Capitanerie di Porto.

Grazie alle strutture ricettive messe a disposizione dalle amministrazioni comunali, diverse unità sono state dislocate presso i porticcioli di Villanova e Savelletri, per intensificare i controlli finalizzati ad assicurare la più corretta e sicura fruizione del litorale, la pulizia e la manutenzione delle spiagge (il Comune di Ostuni, in particolare, ha anche attivato un servizio di vigilanza e salvataggio con la convenzionata associazione Serostuni "Servizio emergenza Radio Unità ausiliara della Protezione civile, su 5 spiagge libere).

Un'unità della Guardia Costiera ha pattugliato di continuo la riserva protetta di Torre Guaceto, per tenere alla larga i pescatori di frodo. Due battelli pneumatici, in coordinamento con alcune squadre di terra, hanno pattugliato le zone balneari turistiche più frequentate. Uno dei fronti più caldi è stato quello dei controlli sulle piccole imbarcazioni da diporto. Il ministero delle Infrastrutture, a tal proposito, aveva messo a disposizione della Capitaneria 400 bollini blu (una parte dei quali consegnati alla Sezione aereo-navale della Guardia di Finanza e alla Squadra nautica della Polizia di Strato) da rilasciare alle unità che risultavano in regola dopo un controllo.

In totale, i bollini blu rilasciati sono stati 154 (di cui 6 da parte delle fiamme gialle e 8 da parte dei poliziotti). Va detto detto però per dovere di cronaca che a fronte dei bolini blu ci sono anche le sanzioni comminate per le trasgressioni al Codice della Navigazione. A questo proposito va ricordato che la nuova legge delega del governo sul diporto nautico, tra le altre cose, regolamenterà anche i compiti di polizia marittima, oggi divisi tra vari soggetti (Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato), ciò per evitare sovrapposizioni e pressioni eccessive sull'utenza.

Ma l'estate 2013 verrà ricordata soprattutto per le tragedie in cui hanno perso la vita Alessandro Colangeli (skipper del cruiser "Sale e Pepe", incagliatosi lo scorso 8 luglio sulla diga di Punta Riso, e poi affondato) e i due bagnanti (il turista perugino Francesco Moriconi e il 24enne Sebastiano Zagaria di Andria) morti annegati nello specchio d'acqua antistante la spiaggia del Pilone. E Valente, a tal proposito, ha invitato ad avere massimo rispetto nei confronti del mare. "Il mare - dichiara il comandante - merita più rispetto della montagna. Quando il mare è grosso, bastano pochi minuti perché possa verificarsi una tragedia. A noi, spesso, ne servono molti di più per arrivare sul posto con le nostre unità di soccorso".

Il passaggio di consegne fra Minotauro e Valente è stato celebrato lunedì scorso, all'interno del castello Svevo. Il primo è passato alla Direzione marittima di Bari con la mansione di caposervizio. Nei due anni trascorsi a Brindisi (12 settembre 2011 - 2 settembre 2013), il capitano di vascello Giuseppe Minotauro ha impresso un'impronta significativa al porto. Lunga la lista delle cose realizzate: redazione del piano di security del porto di Brindisi, in vigore dall'uno gennaio 2012; procedura amministrativa di delimitazione del demanio portuale relativo all'area di parcheggio di via del Mare, in modo da consentirne la definitiva acquisizione da parte dell'amministrazione comunale; realizzazione di un nuovo schema di separazione del traffico per l'ingresso e l'uscita dal porto di Brindisi ed emanazione di un nuovo regolamento portuale.

E poi, proposta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell'elevazione del rango dell'ufficio marittimo di Savelletri in modo da trasformarlo da Delegazione di spiaggia a Ufficio locale marittimo, con beneficio in termini di mezzi ed organico; gestione dell'emergenza umanitaria del traghetto Ionian Spirit, abbandonato nel nostro porto con 25 persone di equipaggio a bordo, in modo da consentire a questi ultimi condizione di vita decorose e successivamente il rimpatrio; procedure amministrative relative all'effettuazione della gara di motonautica, prova del campionato mondiale F2, disputata nel porto interno di Brindisi il 27 luglio.

Durante il periodo di comando di Minotauro, si è registrata anche una rilevante attività di polizia giudiziaria ed una notevole attività operativa. Si ricordano anche le operazioni di soccorso per le seguenti unità: motonave "Europa Link", con circa 300 passeggeri a bordo, in navigazione tra Ancora e la Grecia, che nelle acque davanti a Brindisi si procurava una falla allo scafo dovuta al distacco di una pala della sua elica di sinistra; motonave "Corona boreale" alla deriva per avaria al motore, condotta in porto a Brindisi; unità da diporto, purtroppo mai ritrovata, con due persone a bordo, un albanese ed un italiano, dei quali venivano rinvenuti dalle autorità locali i corpi nel mare davanti alle coste croate; unità di diversa tipologia trasportanti migranti (il caso più triste trattato è senz'altro quello relativo al naufragio di S. Sabina, il 27 novembre del 2011, che provocò la morte di tre di loro).

 

 

 

 

 

 

 

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