Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Caporalato: si consegna ai carabinieri l'indagata che sfuggì al blitz

Si è consegnata spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di Villa Castelli la cittadina originaria della Romania che lo scorso 12 aprile sfuggì al blitz contro il caporalato

VILLA CASTELLI – Si è consegnata spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di Villa Castelli la cittadina originaria della Romania che lo scorso 12 aprile sfuggì al blitz contro il caporalato effettuato dai militari della compagnia di Francavilla Fontana. A carico della 34enne Violeta Dumitresco era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare con obbligo di dimora nel comune di residenza con le accuse di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, pluriaggravata in concorso”. Analogo provvedimento restrittivo, a firma del gip del tribunale di Brindisi, era stato notificato alla 45enne Chiara Vecchio e a suo figlio, il 29enne Vito Antonio Caliandro. 

Da quanto appurato dai carabinieri del Norm della compagnia di Francavilla Fontana nel corso di un’articolata inchiesta, i tre “svolgevano un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera e organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante minaccia e intimidazione (consistite nel prospettare in modo continuo ed aggressivo la possibilità di licenziamento, proferendo nei confronti del lavoratori le frasi “sbrigatevi, altrimenti domani rimarrete a casa” ed anche “se domani non ci stanno all’appello tutti…tutti licenziati”), approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori”

. Costoro “erano tenuti a lavorare a decorrere dalle 6 circa e fino alle 18.30/19 o anche 22, con due sole pause, la prima entro le 10 e la seconda entro le ore 14, e retribuzione consistita, invece, ad un orario complessivo pari a sei ore e mezza, con straordinari pagati in modo totalmente irregolare e con sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro ed al riposo settimanale e sottoposizione a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative particolarmente degradanti, e potevano fruire dei servizi igienici soltanto quando consentito da Vecchio, unico possessore, insieme con la responsabile della catena produttiva, della tessera magnetica indispensabile per accedere ai medesimi). Tutto documentato. 

I carabinieri di Francavilla coordinati dal capitano Nicola Maggio e dal tenente Roberto Rampino, hanno lavorato per tre mesi riuscendo a dimostrare con materiale fotografico, verbali di appostamenti e di intercettazioni sia telefoniche che ambientali le condizioni e modalità di sfruttamento dei lavoratori. 

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