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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Carabinieri, 250 ufficiali del ruolo speciale ricorrono al Tar per disparità di trattamento

ROMA - Differenze nell'avanzamento di grado, differenze nel trattamento economico, ma stesso lavoro, stesse responsabilità, stessi rischi. Nei ranghi del ruolo speciale degli ufficiali dell'Arma c'è malesse. Parecchie decine di essi ora hanno deciso di impugnare tali disparità di trattamento e i regolamenti che le sostengono, e lo hanno fatto davanti al Tar del Lazio. Considerando l'importanza che i Carabinieri hanno non solo nel sistema di sicurezza democratica dello Stato italiano, ma anche nella nostra società, riteniamo giusto informare di ciò attraverso BrindisiReport.it, quindi pubblichiamo integralmente una comunicato inviato anche alla nostra redazione dallo studio legale del professore avvocato Sebastiano Licciardello, ordinario di Diritto Amministrativo nell’Università di Catania.

ROMA - Differenze nell'avanzamento di grado, differenze nel trattamento economico, ma stesso lavoro, stesse responsabilità, stessi rischi. Nei ranghi del ruolo speciale degli ufficiali dell'Arma c'è malessere. Parecchie decine di essi ora hanno deciso di impugnare tali disparità di trattamento e i regolamenti che le sostengono, e lo hanno fatto davanti al Tar del Lazio. Considerando l'importanza che i Carabinieri hanno non solo nel sistema di sicurezza democratica dello Stato italiano, ma anche nella nostra società, riteniamo giusto informare di ciò attraverso BrindisiReport.it, quindi pubblichiamo integralmente un comunicato inviato anche alla nostra redazione dallo studio legale del professore avvocato Sebastiano Licciardello, ordinario di Diritto Amministrativo nell'Università di Catania.

"Oltre 250 Ufficiali appartenenti al Ruolo Speciale dell'Arma dei Carabinieri, hanno presentato un ricorso al Tar Lazio lamentando la palese disparità di trattamento loro riservata rispetto agli omologhi del Ruolo Normale. Una disparità di trattamento che determina una vera e propria discriminazione degli appartenenti al Ruolo Speciale, assunti a seguito di un concorso pubblico, rispetto agli appartenenti al Ruolo Normale, che provengono dall'Accademia Militare, a fronte di un identico impegno nella lotta alla criminalità e nel garantire la sicurezza dei cittadini.

Difesi dal Prof. Avv. Sebastiano Licciardello del Foro di Catania, gli Ufficiali dei Carabinieri del Ruolo Speciale denunciano una normativa in evidente contrasto con la Costituzione, con il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ed inoltre con la stessa Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (c.d. Carta di Nizza).

Le differenze tra il Ruolo Normale e quello Speciale sono all'evidenza ingiustificate ed irragionevoli. Le prime forme di discriminazione si rinvengono già nel d.lgs. n. 117/1993. Ad esempio il grado di colonnello veniva conseguito dai primi normalmente con 27 anni di servizio, mentre per i secondi erano necessari ben 32 anni. Nel ruolo normale erano previsti ben 162 alti ufficiali con grado di colonnello o generale, a fronte di appena 20 colonnelli nel ruolo speciale. Gli appartenenti al Ruolo Speciale potevano raggiungere quale grado apicale quello di colonnello, mentre coloro che erano nel ruolo normale potevano ambire al grado di generale di divisione.

Con la circolare n. 545/228-1991 del 16 settembre 1995 del Comando Generale dell'Arma dei carabinieri, si prevedeva per gli Ufficiali del Ruolo Speciale, lo svolgimento di incarichi meno prestigiosi, quali lo svolgimento di attività di insegnamento o impieghi burocratici nelle amministrazioni regionali o dell'Arma, a differenza degli ufficiali del Ruolo Normale, per i quali sono riservati i comandi di battaglione, provinciali e di scuola.

Il successivo decreto legislativo n. 298 del 2000 accentua queste ingiustificate discriminazioni. In ordine alla progressione di carriera prevede per gli ufficiali del Ruolo Speciale, rispetto a quanto previsto per gli omologhi del Ruolo Normale, una permanenza superiore di un anno nel grado di tenente, tre anni in quello di capitano e due anni nel grado di tenente colonnello. Per gli appartenenti al Ruolo Normale, poi, è prevista la possibilità di conseguire il grado di generale di corpo di armata. Pertanto gli appartenenti al Ruolo Speciale continuano a non poter aspirare al conseguimento di un grado superiore a quello di colonnello, rimanendo ad essi preclusi i gradi di ufficiali generali.

A tutto ciò si accompagnano plurime differenze sul lato economico. Ma questo è il "problema minore", essendo prioritario restituire agli appartenenti del Ruolo Speciale quella dignità al momento violata dalle ingiustificate ed irragionevole differenziazioni previste dalla legislazione vigente.

Oggi, per ottenere giustizia, gli Ufficiali del Ruolo Speciale non solo ricorrono al Giudice Amministrativo, ma idealmente chiedono sostegno al Presidente della Repubblica, in quanto Capo delle Forze Armate, al Parlamento, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Difesa, On. Ignazio Larussa che in più occasioni ha manifestato grande vicinanza e stima all'Arma e sensibilità per il tema dei diritti dei cittadini in uniforme, ed al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri ed agli stessi Ufficiali del Ruolo Normale, perché, questi ultimi, in quanto servitori dello Stato, non possono accettare che i loro colleghi vengano ingiustamente discriminati.

In attesa che la politica e le Istituzioni facciano sentire la loro voce per l'eliminazione delle disuguaglianze esistenti nella Benemerita gli Ufficiali del ruolo speciale continueranno a svolgere il loro dovere in ogni angolo del Paese".

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