Discarica abusiva con rifiuti speciali interrati: denunciate cinque persone

Scarti di demolizioni edili, plastiche, vetro, catrame a un metro e mezzo di profondità, nei pressi del rione Minnuta

BRINDISI - I carabinieri forestali del Nucleo Investigativo (Nipaaf) di Brindisi, nel corso di un pattugliamento per la verifica sugli obblighi di prevenzione degli incendi, a carico dei proprietari di terreni coltivati, pascoli ed incolti, hanno scoperto, nel perimetro urbano del capoluogo, un’area utilizzata come discarica abusiva di rifiuti, anche pericolosi, parzialmente interrati.

L’ area, all’ interno di una particella della superficie complessiva di 14.000 metri quadri, si trova nel quartiere Minnuta, nei pressi della linea ferroviaria; nel constatare che la stessa, oltre ad essere incolta, non era stata ripulita nel suo perimetr, neo dalla vegetazione infestante, così come prevede la Legge regionale n. 38 del 2016, i militari hanno notato anche che in alcuni punti emergevano rifiuti da terreno smosso.

Con l’ausilio di un escavatore presente sul posto, appartenente ad un’impresa incaricata dai proprietari, veniva eseguito uno scavo e si accertava così che, per una profondità di circa 1 metro ed una superficie di m 1,5x1,5 erano stati interrati rifiuti di vario tipo (scarti di demolizioni edili, plastiche, vetro, catrame), configurando una vera e propria attività di discarica non autorizzata.

Sequestro rifiuti Brindisi 2-2

Tutta l’area è stata sottoposta a sequestro penale preventivo, di iniziativa dei carabinieri forestali, ad evitare che l’ attività illecita potesse proseguire; i cinque comproprietari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi, per il reato di cui all’ art. 256, comma 3, del Testo Unico dell’ Ambiente (Decreto legislativo n. 152 del 2006), aggravato dalla presenza di rifiuti pericolosi, per cui è prevista la pena dell’ arresto da 1 a 3 anni unitamente ad un’ ammenda da 5.200 a 52.000 euro, escludendo la possibilità di estinzione in via amministrativa. In caso di condanna con sentenza definitiva, il terreno sequestrato sarà soggetto a confisca.

Oltre a ciò, a ciascuno dei cinque comproprietari è stata comminata una sanzione amministrativa di 833 euro per non aver ottemperato agli obblighi di “ripulitura” del terreno, per una fascia perimetrale di almeno 15 metri di larghezza, entro il 31 maggio.

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