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La centrale Edipower di Brindisi - Costa Morena

La centrale Edipower di Brindisi - Costa Morena

Carbone, dubbi su ruolo Authority

BRINDISI – Il fitto riserbo che copre le indagini dei pm Giuseppe De Nozza e Marco D’Agostino, sfociate nelle perquisizioni di ieri mattina al Comune, all’Autorità Portuale, e nei domicili di alcune delle persone raggiunte dai decreti, non consente di chiarire l’interesse dei magistrati e degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Finanza nei confronti della stessa Authority. Ma di una delle perquisizioni era destinatario il segretario generale dell’ente Nicola Del Nobile, e gli uffici interessati sono stati passati al setaccio.

BRINDISI - Il fitto riserbo che copre le indagini dei pm Giuseppe De Nozza e Marco D'Agostino, sfociate nelle perquisizioni di ieri mattina al Comune, all'Autorità Portuale, e nei domicili di alcune delle persone raggiunte dai decreti, non consente di chiarire l'interesse dei magistrati e degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Finanza nei confronti della stessa Authority. Ma di una delle perquisizioni era destinatario il segretario generale dell'ente Nicola Del Nobile, e gli uffici interessati sono stati passati al setaccio.

Da quanto si è appreso, i militari delle "fiamme gialle" ieri mattina hanno atteso l'arrivo dei dipendenti, hanno lasciato che tutti timbrassero il cartellino, poi li hanno invitati ad attendere fuori, mentre si svolgevano le perquisizioni in alcune stanze. I finanzieri alla fine sono andati via portandosi dietro gli hard-disk di alcuni computer e alcuni apparecchi telefonici, oltre ovviamente ad una copiosa documentazione cartacea.

Le voci circolate ieri, relative a ipotetiche autorizzazioni relative all'uso di una parte della banchina di Costa Morena Est, firmate dal segretario generale, che avevano però suscitato dubbi perché lo stesso non ha poteri per emanare ordinanze o rilasciare concessioni, perché ciò non solo compete al presidente o al commissario, ma richiede comunque una decisione del Comitato portuale, pare siano infondate. Infatti Edipower utilizza una banchina libera, dove è consentito lo sbarco e imbarco di merci pulverulente (cemento, gessi, ceneri, carbone). Quindi non dovrebbe essere necessaria alcuna autorizzazione.

La centrale di Brindisi si avvale solo di una agevolazione, rispetto ad esempio ad Enel: Edipower (ora controllata dalla multi utility A2A, dopo la ristrutturazione di Edison) ha la possibilità, in base alle tabelle dell'Autorità portuale, di scaricare al ritmo di 1500 tonnellate al giorno, mentre Enel deve muoversi al ritmo di 15mila tonnellate di carbone nelle 24 ore. Ciò vuol dire che le navi Edipower stazionano per molti giorni, fungendo da carbonili galleggianti per la centrale, che non ne dispone di uno a terra (dopo il sequestro del 2005). Appena salpa una carboniera, ne subentra un'altra, e di fatto la banchina libera in quel tratto diventa di uso esclusivo della centrale termoelettrica di Costa Morena.

Può essere questa la fonte di una ipotesi di reato? Sembra difficile. Era stato posto, in passato, in comitato portuale, il problema di dotare Edipower di una concessione, perché ciò avrebbe comportato almeno un fatturato per l'Autorità portuale. La cosa non è mai stata presa in considerazione: Edipower perciò paga solo la quota di 0,19 centesimi a tonnellata di carbone movimentata, mentre Enel paga questo e anche la concessione della banchina dell'ex molo Fincosit.

La perquisizione presso l'Autorità portuale, perciò, cosa ha riguardato? A Costa Morena Est c'è - come problematica aperta - solo quella dell'accosto per le navi da crociera in fase di realizzazione, terminal che dovrebbe essere dotato di una struttura tensostatica, la cui gestione è stata assegnata ad un gruppo di società impegnate nel settore con un bando cui ha partecipato solo lo stesso raggruppamento, approvato prima ancora del progetto dello stesso terminal, e aggiudicato prima ancora della realizzazione dello stesso, circostanza che avrebbe reso complesso per molti effettuare una offerta.

Nel gruppo di queste società, poi, ve ne è una in cui uno dei soci è l'Autorità portuale di Venezia, circostanza che è già oggetto di querelle in laguna perchè l'attuale legge sulla portualità, la 84 del 1994, impedisce alle Autorità portuali di gestire direttamente strutture e attività. Quindi c'è una perplessità di fondo, per l'aggiudicazione del bando, anche su questo aspetto. Può essere la ragione della perquisizione presso l'Authority del porto brindisino? Trovare conferme o smentite è per ora impossibile.

Per quanto riguarda invece l'ex sindaco Giovanni Antonino, Cosimo Convertino nel suo ruolo di imprenditore e non in quello di vicepresidente dell'Asi e della Camera di Commercio, e l'assessore comunale alla Programmazione economica, Francesco Cannalire, attualmente l'unico collegamento su cui si concentrano le voci è quello di una riunione dedicata all'affare della movimentazione del carbone Edipower, in cui naturalmente il Comune non c'entrava affatto. Però per Cannalire, molto vicino ad Antonino, c'è l'ipotesi di reato di abuso di ufficio. Sarà lui, probabilmente lunedì pomeriggio, a spiegare ai pm nel richiesto interrogatorio se, come e perché aveva preso parte a quell'incontro. Resta anche da vedere se l'incontro ha avuto un seguito pratico, e quale. Tutti e tre gli indagati sono difesi da Massimo Manfreda.

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