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Paolo Altavilla

Paolo Altavilla

Carbonizzato in auto, prevale ancora l'ipotesi del suicidio

VILLA CASTELLI - Deciderà lunedì, o comunque nei primi giorni della prossima settimana, il sostituto procuratore Raffaele Casto quando far effettuare l’autopsia sui resti carbonizzati di Paolo Altavilla, 66enne, di Villa Castelli, scomparso da lunedì mattina e della cui scomparsa si era pure interessata la trasmissione della Rai “Chi l’ha visto?”. Il magistrato inquirente per decidere attenderà l’esito degli interrogatori che stanno effettuando i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. Anche perché si tratterà di accertare senza ombra di dubbio che i resti carbonizzati appartengano allo scomparso.

VILLA CASTELLI - Deciderà lunedì, o comunque nei primi giorni della prossima settimana, il sostituto procuratore Raffaele Casto quando far effettuare l'autopsia sui resti carbonizzati di Paolo Altavilla, 66enne, di Villa Castelli, scomparso da lunedì mattina e della cui scomparsa si era pure interessata la trasmissione della Rai "Chi l'ha visto?". Il magistrato inquirente per decidere attenderà l'esito degli interrogatori che stanno effettuando i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. Anche perché si tratterà di accertare senza ombra di dubbio che i resti carbonizzati appartengano allo scomparso.

Al momento, comunque, l'unica ipotesi che gli investigatori ritengono valida è quella del suicidio. La ricognizione del cadavere effettuata dal medico legale Giovanni Taurisano non ha portato alla individuazione di alcun elemento sui resti che possa far pensare ad una morte provocata da altre persone. La ricostruzione che trova maggiore attenzione è che Paolo Altavilla, da qualche giorno caduto in uno stato di profonda depressione, lunedì mattina si sia allontanato a bordo della sua Fiat 600 di colore rosso e dopo avere girovagato un poco, si sia recato in contrada Scianai, si sia imbottito di calmanti e dopo essersi versato addosso benzina, ha appiccato il fuoco.

Sicuramente il modo peggiore per andare via da questo mondo. Darsi fuoco dagli esperti è considerato il modo peggiore perché è lento e provoca sofferenze indicibili. Ecco perché ci si chiede come mai, una volta deciso a togliersi la vita, non lo abbia fatto utilizzando uno dei tre fucili da caccia che deteneva legalmente? Paolo Altavilla da qualche giorno era depresso. Un comportamento strano che la moglie e i due figli avevano notato e avevano attribuito a quelle analisi che aveva fatto. C'erano dei valori alterati (i trigliceridi) che, secondo il medico, meritavano un approfondimento. Ma nulla di allarmante, che potesse scatenare la decisione di togliersi la vita.

I carabinieri, interrogando familiari, amici e conoscenti, stanno cercando di capire se a spingerlo ad uccidersi possa essere stato qualcosa di diverso. Il ritrovamento del corpo non è stato di molto aiuto. Il fuoco ha distrutto tutto. E' rimasto solo lo scheletro della vetturetta. E se mai Altavilla avesse lasciato un bigliettino, ormai non c'è più traccia. Come non vi è traccia di una eventuale tanica o bottiglia di plastica in cui possa avere messo il liquido infiammabile.

L'uomo aveva lasciato la sua abitazione di Villa Castelli alle 7 di lunedì scorso. Allo moglie disse che andava in campagna a trovare Diana, la sua cagnetta da caccia alla quale era molto affezionato. Nessuno più l'ha visto. La sua vettura è stata individuata ieri pomeriggio, ad un paio di chilometri da Villa Castelli, sulla provinciale per Francavilla Fontana, in una zona scarsamente frequentata. La vettura bruciata era nascosta alla vista (le ricerche sono state effettuate anche con un elicottero) da grandi alberi di ulivo. Il cadavere, in attesa che il magistrato disponga l'esame autoptico, è stato trasferito nella camera mortuaria del cimitero di Francavilla Fontana.

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