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Carburante adulterato, inchiesta per frode. Via alle richieste per danni

Indagini della Finanza anche a Brindisi. L’Adoc mette in mora i distributori

BRINDISI – Il carburante “sporco”, perché adulterato, è oggetto di un’inchiesta della Guardia di Finanza anche a Brindisi e provincia con informativa di reato da trasmettere in Procura.

Controlli della finanza

L’inchiesta della Finanza

L’ipotesi di reato è legata a una frode dalle dimensioni maxi, tenuto conto del numero delle auto in panne nel Salento, a causa di problemi alla combustione. I militari delle Fiamme Gialle sono impegnati in una serie di controlli in diverse stazioni di servizio e distributori di benzina per procedere con una campionatura del gasolio da sottoporre ad analisi e contestualmente stanno ricostruendo il percorso dei rifornimenti per risalire all’origine. La domanda a cui si intende dare risposta è cosa sia successo? Per quale motivo, cioè, diversi automobilisti sono stati costretti a portare le vetture dai meccanici dopo il rifornimento.

Al momento si procede contro ignoti, mentre le associazioni di categoria in difesa dei diritti dei consumatori hanno avviato le pratiche per azioni legali, finalizzate al risarcimento dei danni patiti dai singoli automobilisti.

L’Adoc

Giuseppe Zippo Adoc-2“L’ufficio legale dell’Adoc ha predisposto una lettera di contestazione e di messa in mora da inviare ai gestori dei distributori coinvolti nella vicenda”, fa sapere il presidente provinciale, Giuseppe Zippo (nella foto accanto). “La linea difensiva ritenuta più idonea, in rapporto al risultato che si intende conseguire, è un’azione risarcitoria individuale, avente ad oggetto il ristoro dei danni subiti in conseguenza del rifornimento con carburante adulterato, nonché il rimborso delle spese sostenute e gli eventuali danni non patrimoniali patiti”, spiega Zippo.

“Nel nostro ordinamento la cosiddetta  “class action” non è in grado di soddisfare le specifiche richieste risarcitorie provenienti da una pluralità di consumatori, con il rischio, quindi, di non risarcire tutti i danni lamentati che, peraltro, sono diversamente quantificabili in ciascuno dei casi”.

Le domande di risarcimento

Qualora i distributori non dovessero dare riscontro e/o non dovessero ottemperare alle richieste di rimborso formulate tramite l’Adoc, secondo Zippo “sarà necessario avviare un’azione giudiziaria dinanzi al Giudice di Pace”. “L’assistenza eventualmente prestata per la fase processuale da parte dell’Avvocatura Adoc sarà gratuita, essendo posto a carico del consumatore soltanto il costo del contributo unificato occorrente per l’iscrizione a ruolo della causa.

Per ulteriori informazioni, è possibile recarsi presso la sede Adoc - Ufficio Legale, in corso Umberto I,  85, al primo piano, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19. Per la domanda è necessario allegare la seguente   documentazione: ricevuta o estratto bancario di pagamento del rifornimento;  fattura dell’autofficina correlata della certificazione tecnica del guasto subito a causa di un carburante non idoneo.

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