Carcere, le emergenze sono sanitarie

BRINDISI – Era dedicata alla verifica ed alla soluzione dei problemi dell’assistenza sanitaria ai detenuti la seconda visita alla casa circondariale di Brindisi del consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli, che in questa occasione ha incontrato gli operatori del carcere assieme al direttore generale della Asl, Paola Ciannamea e al direttore sanitario Grazia Di Bella. La manager che governa l’azienda sanitaria locale brindisina ha individuato tre criticità che avranno la priorità nelle soluzioni.

Il carcere di Brindisi

BRINDISI – Era dedicata alla verifica ed alla soluzione dei problemi dell’assistenza sanitaria ai detenuti la seconda visita alla casa circondariale di Brindisi del consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli, che in questa occasione ha incontrato gli operatori del carcere assieme al direttore generale della Asl, Paola Ciannamea e al direttore sanitario Grazia Di Bella. La manager che governa l’azienda sanitaria locale brindisina ha individuato tre criticità che avranno la priorità nelle soluzioni.

I tre servizi da potenziare sono cardiologia, dermatologia e psichiatria (quest’ultimo è ritenuto fondamentale e di assoluta urgenza dagli operatori sanitari interni, data la diffusione delle forme depressive e altre patologie più gravi). “Ho potuto riscontrare alcune necessità – ha detto a sua volta Matarrelli - che ineludibilmente vanno superate e soddisfatte al fine di garantire migliori condizioni igienico-sanitarie (e quindi di civiltà) ai detenuti”.

Considerato soddisfacente il lavoro di ristrutturazione eseguito negli ultimi anni, per Matarrelli “le carenze maggiori ed impellenti riguardano il sovraffollamento e l'assistenza sanitaria. Di concerto con il direttore Ciannamea, si è assunto l'impegno di potenziare i servizi di cardiologia, dermatologia e psichiatria, individuando – ha spiegato Matarrelli - in queste tre branche mediche quelle statisticamente utili per la più dignitosa vivibilità, e di concludere nel giro di poche settimane i lavori necessari ad attrezzare un laboratorio odontoiatrico interno al carcere, in modo da evitare le previste lungaggini per assicurare quel tipo di assistenza all'esterno”.

La difficile situazione carceraria “interessa, tuttavia, anche la precarietà di diritti dei medici e della quasi totalità di paramedici che vi lavorano, garantendo nelle ventiquattr'ore assistenza sanitaria a prestazione, ovvero privi di un contratto di lavoro a tempo indeterminato: per sanare lo status quo, sto lavorando ad una soluzione legislativa che ne definisca nel migliore dei modi i contorni normativi”, ha aggiunto il consigliere regionale di Sel.

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